 |
 |
| GLOBAL - Death Penalty for Drug Offences |
|
GLOBALE - La pena di morte per reati legati alla droga: panoramica globale 2025
14 aprile 2026: 14/04/2026 - GLOBALE. La pena di morte per reati legati alla droga: panoramica globale 2025
Un anno violento per il controllo globale della droga
Il 2025 ha segnato una significativa e violenta escalation nel ricorso alla pena capitale per reati legati alla droga. Le esecuzioni confermate legate alla droga sono aumentate del 97% tra il 2024 e il 2025, raggiungendo i livelli più alti mai registrati a livello globale da quando Harm Reduction International ha iniziato a monitorare questi dati nel 2007. Sebbene le organizzazioni della società civile lavorino instancabilmente per monitorare queste cifre, il quadro globale rimane incompleto a causa del segreto di Stato in nazioni come Cina, Corea del Nord e Vietnam. Il picco del 2025 è stato determinato in gran parte da un piccolo gruppo di paesi che hanno intensificato le proprie misure punitive.
Iran: i tassi di esecuzione hanno registrato un picco in un contesto di continui disordini politici.
Arabia Saudita: una marcata escalation nelle politiche punitive di controllo delle droghe.
Singapore e Kuwait: hanno anch’essi contribuito all’aumento del numero di esecuzioni.
Controllo delle droghe e pena di morte I dati confermano una tendenza chiara e consolidata: il controllo punitivo delle droghe è uno dei principali fattori che determinano l’applicazione della pena di morte in tutto il mondo. Nel 2025, i reati di droga hanno rappresentato oltre il 46% di tutte le esecuzioni confermate a livello globale.
Mancanza di deterrenza Nonostante il forte ricorso alla pena di morte, il Rapporto mondiale sulle droghe del 2025 indica che queste misure sono inefficaci. I mercati globali della droga sono in espansione, con una produzione di cocaina che ha raggiunto livelli record. Rapido aumento della distribuzione di sostanze sintetiche. Le regioni con i tassi di esecuzione più elevati (Asia e Medio Oriente) rimangono i punti caldi del traffico
Il costo umano L’applicazione della pena di morte per reati di droga prende spesso di mira i membri più vulnerabili della società, comprese le minoranze etniche. Nel 2025, i dati demografici delle persone giustiziate hanno rivelato una tendenza preoccupante a colpire figure di basso livello o marginali piuttosto che trafficanti di alto livello.
Nel 2025 sono state giustiziate 338 persone appartenenti a minoranze etniche, 271 cittadini stranieri e 23 donne per reati di droga. Molti dei giustiziati hanno subito gravi violazioni del giusto processo. La maggioranza ricopriva ruoli marginali nel traffico di droga. Alla fine del 2025, oltre 2.450 persone erano ancora nel braccio della morte per reati di droga in 22 paesi.
Regressione giuridica Mentre il mondo ha registrato una tendenza generale verso l’abolizione, il 2025 ha visto significative battute d’arresto. Per la prima volta in oltre un decennio, due paesi (Algeria e Maldive) hanno introdotto la pena di morte per determinati reati di droga. Queste riforme contraddicono gli obblighi degli Stati di limitare progressivamente il ricorso alla pena capitale e invertono la tendenza globale verso l’abolizione. Nonostante la portata della crisi, la responsabilità internazionale rimane debole. Mentre alcuni attori – tra cui l’OHCHR, gli esperti delle Nazioni Unite in materia di diritti umani e l’Unione Europea – hanno condannato le esecuzioni e chiesto una moratoria, molti Stati sono rimasti in silenzio. In particolare, l’Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine (UNODC) non ha assunto alcuna posizione pubblica sulle esecuzioni legate alla droga, pur continuando a sostenere programmi antidroga nei paesi che le praticano.
Mancanza di responsabilità Si sta ampliando un “divario di responsabilità” nella politica internazionale in materia di droga. Condanna: l’Ufficio dell’Alto Commissario per i diritti umani, l’Unione Europea e gli esperti delle Nazioni Unite in materia di diritti umani hanno chiesto una moratoria immediata. Silenzio: l’Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine (UNODC) ha mantenuto un silenzio pubblico su queste esecuzioni, continuando al contempo a finanziare programmi antidroga negli Stati che le eseguono.
La via da seguire Per promuovere la “salute e il benessere dell’umanità”, è necessario un cambiamento fondamentale nella politica in materia di droga. Continuare con l’attuale approccio punitivo rischia di comportare la complicità in violazioni dei diritti umani. I leader mondiali devono scegliere tra il mantenimento di uno status quo fallimentare e violento o il perseguimento di politiche in materia di droga umane ed efficaci che vadano verso la totale abolizione della pena di morte.
https://hri.global/flagship-research/death-penalty/the-death-penalty-for-drug-offences-global-overview-2025/ (Fonte: Harm Reduction International, 14/04/2026)
|