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VIETNAM: REGOLAMENTO SULL'ESECUZIONE DELLE CONDANNE A MORTE MEDIANTE INIEZIONE LETALE

15 giugno 2026:

Il governo del Vietnam ha emanato il Decreto n. 203/2026/ND-CP dell’11 giugno 2026, che disciplina l'esecuzione delle condanne a morte mediante iniezione letale.
Il decreto riguarda le procedure per l'esecuzione dell'iniezione letale, i farmaci da iniettare, le strutture, le attrezzature e i mezzi utilizzati per l'esecuzione della condanna a morte, le responsabilità dei soggetti, delle organizzazioni e dei singoli individui nell'esecuzione della condanna, le spese funerarie dei giustiziati, oltre ai compensi per coloro che prendono parte all'esecuzione.
Il decreto, che entrerà in vigore il 1° luglio 2026, stabilisce che prima di somministrare l'iniezione letale, debbano essere preparate le necessarie condizioni.
L'esecuzione deve essere effettuata conformemente alle disposizioni dei commi 2, 3 e 4 dell'articolo 77 della Legge sull'esecuzione delle sentenze penali del 2025, nonché alle disposizioni di quest’ultimo decreto e alle altre disposizioni di legge pertinenti.
I farmaci utilizzati per le esecuzioni devono essere aperti, controllati e registrati dal Consiglio per le Esecuzioni delle Condanne Capitali, secondo quanto previsto dalla legge.
Il condannato a morte deve essere immobilizzato sul lettino in posizione supina, assicurandosi che la circolazione sanguigna non venga ostruita.
L'addetto direttamente responsabile dell'esecuzione della condanna a morte ha il compito di svolgere i seguenti passaggi:
Riceve tre dosi di farmaci dal Consiglio per le Esecuzioni (incluse 2 dosi di riserva).
Individua la vena della persona condannata a morte; se non è possibile individuare una vena, lo segnala al Presidente del Consiglio per le Esecuzioni per richiedere l'assistenza del personale medicoal fine di individuare una vena.
Inserisce l'ago nella vena individuata e lo collega al tubicino del dispositivo per le iniezioni secondo la seguente procedura:
Fase 1: Iniezione di un farmaco per indurre la perdita di conoscenza;
Dopo aver somministrato l'iniezione, il professionista che pratica l’esecuzione deve verificare se la persona condannata abbia perso conoscenza. In caso contrario, deve continuare a iniettare il farmaco fino a quando la persona non perde conoscenza.
Fase 2: Iniezione di un farmaco per paralizzare il sistema motorio del condannato;
Fase 3: Iniezione di un farmaco per l’arresto dell'attività cardiaca.
Monitora l'attività cardiaca del condannato mediante un elettrocardiografo (ECG). Se dieci minuti dopo la prima dose, il condannato non è deceduto, l'addetto al monitoraggio deve riferire al Presidente del Consiglio per le Esecuzioni affinché quest’ultimo ordini la somministrazione di una seconda dose.
Se, dopo dieci minuti, il condannato non è deceduto in seguito alla seconda dose, l'addetto alla sorveglianza deve riferire al presidente del Consiglio affinché disponga la somministrazione di una terza dose.
Se, dopo dieci minuti, il condannato non è deceduto in seguito alla somministrazione della terza dose di farmaci, il capo del team di esecuzione deve riferire al presidente del Consiglio per le Esecuzioni affinché quest'ultimo decida sull'eventuale sospensione temporanea dell'esecuzione.
Le procedure di iniezione prescritte ai paragrafi 3 e 4 possono essere eseguite con metodi automatizzati o manuali.
Una volta completata l’iniezione letale, su ordine del Presidente del Consiglio per le Esecuzioni, il medico legale effettua un esame per accertare le condizioni del condannato a morte e comunica i risultati al Consiglio.
Dopo che il medico legale ha accertato il decesso, per ordine del presidente del Consiglio per le Esecuzioni, l’addetto all'esecuzione rimuove l'ago e il tubicino dal giustiziato.
Il Consiglio deve registrare, conformemente alle normative, che la persona condannata a morte è deceduta.
Qualsiasi farmaco di riserva non utilizzato dovrà essere consegnato dall'addetto all’esecuzione affinché venga custodito in conformità con le normative.
Inoltre, l'articolo 13 del Decreto 203/2026/ND-CP stabilisce le responsabilità del centro di detenzione in cui sono reclusi i condannati a morte, specificando che nelle ore che precedono l’esecuzione, debba provvedere ai pasti e alle bevande per i condannati a morte (con un valore economico pari a cinque volte la razione standard prevista per i detenuti durante le festività) e consentire loro di scrivere lettere e registrare messaggi per le proprie famiglie.
La struttura detentiva deve inoltre consegnare alla famiglia o al rappresentante legale del giustiziato tutti i documenti, gli effetti personali, i beni e il denaro che il giustiziato ha lasciato durante la detenzione (se esistenti); e la documentazione relativa al giustiziato.
Per quanto riguarda il team che effettua l'iniezione letale, i suoi componenti riceveranno un'indennità pari a tre volte il salario base legale per ogni esecuzione e avranno diritto a 10 giorni di congedo di recupero in accordo con i regolamenti relativi al personale delle Forze di Pubblica Sicurezza del Popolo e dell’Esercito del Popolo del Vietnam.
I membri del Consiglio per le Esecuzioni, i funzionari penitenziari, i medici, il personale addetto alle registrazioni audio/video, alle impronte digitali e alla preparazione della salma riceveranno un'indennità pari a un mese di salario base per ciascuna esecuzione.

(Fonti: Vietnam.vn, 12/06/2026; Vietnamnet.vn, 15/06/2026)

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