17 Gennaio 2026 :
16/01/2026 - IRAN. Rapporto Hrana sul 20° giorno di proteste: 3.090 morti confermati. Altri 3.880 casi sono sotto esame.
Continua il blackout di Internet e i gruppi per i diritti umani si concentrano sulla documentazione della repressione.
Alla fine del ventesimo giorno di proteste, il numero totale di morti confermate ha raggiunto 3.090, con altri 3.882 casi ancora sotto esame. Almeno 2.055 persone hanno riportato ferite gravi, e il numero di arresti è salito a 22.123. La continuazione della chiusura di Internet a livello nazionale, l'intensificazione delle reazioni diplomatiche e di sicurezza a livello internazionale e la persistenza di repressioni giudiziarie e di sicurezza all'interno del Paese sono stati tra gli sviluppi più rilevanti della giornata.
Oltre agli sviluppi sul campo, sono continuate le reazioni estere, incentrate sulle preoccupazioni per la situazione dei diritti umani, il ritiro dei diplomatici e l'aumento della pressione politica. A livello interno, i funzionari governativi, pur accusando gli attori stranieri, hanno enfatizzato una narrazione delle proteste basata sulla sicurezza.
Interruzione delle comunicazioni
L'interruzione di internet, iniziata la sera dell'8 gennaio, è ancora in corso. Durante questo periodo, l'accesso alla rete internet fissa e mobile in gran parte del Paese ha subito gravi restrizioni, con servizi di messaggistica, chiamate via internet, accesso alle informazioni pubbliche e comunicazioni con i media interrotte.
Le conseguenze di questa situazione sono andate oltre le limitazioni al flusso di informazioni. I rapporti indicano difficoltà per i cittadini nell'accesso ai servizi di base (compresi i servizi bancari e amministrativi online), un'accresciuta preoccupazione delle famiglie per le condizioni dei detenuti e crescenti ostacoli alla documentazione e al seguito delle violazioni dei diritti umani. Allo stesso tempo, la chiusura di Internet ha posto serie sfide alla verifica sul campo e alla raccolta di prove.
Alcune istituzioni e funzionari stranieri hanno sottolineato esplicitamente che l'interruzione delle comunicazioni può facilitare l'occultamento della violenza e della repressione. Anche all'interno del Paese sono emerse notizie sparse di un aumento dei controlli di sicurezza sull'accesso alle informazioni e di un'intensificazione della pressione sui canali di comunicazione alternativi.
In risposta a questo vuoto di informazioni, HRANA ha lanciato oggi un appello pubblico, esortando i cittadini, i testimoni oculari e le persone che hanno accesso a documenti, immagini e video affidabili a partecipare alla documentazione indipendente delle proteste. Sottolineando il ruolo vitale dei cittadini testimoni in condizioni di chiusura di Internet, l'appello ha sottolineato la necessità di prevenire la distorsione dei fatti e di registrare accuratamente le violazioni dei diritti umani.
Reazioni internazionali
A livello internazionale, l'Iran è rimasto al centro dell'attenzione. Negli Stati Uniti, il Presidente degli Stati Uniti ha dichiarato che l'Iran si è astenuto dall'eseguire più di 800 sentenze di esecuzione a causa di pressioni politiche, osservazioni che sono state accompagnate da rinnovati appelli a fermare la violenza contro i manifestanti.
In Europa, la cancellazione degli inviti ai funzionari della Repubblica islamica a partecipare alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco ha attirato l'attenzione ed è stata vista come un segno del crescente isolamento diplomatico dell'Iran. Allo stesso tempo, alcuni governi hanno espresso preoccupazione per la sicurezza dei loro cittadini in Iran e hanno consigliato loro di lasciare il Paese o di ridurre il livello di presenza diplomatica.
In seguito a queste reazioni, alcuni governi e organismi internazionali hanno sottolineato ancora una volta la necessità di rendere conto agli autori delle violazioni dei diritti umani. In questo contesto, le iniziative internazionali di documentazione e responsabilità hanno ricevuto una maggiore attenzione, uno sviluppo direttamente collegato alla situazione sul campo e alle restrizioni di comunicazione in Iran.
Oltre alla crescente attenzione internazionale per la responsabilità, anche i progetti di documentazione legale hanno acquisito maggiore importanza. In questo contesto, Spreading Justice, il database di Hrana sui violatori dei diritti umani in Iran, ha annunciato che le informazioni ricevute sui violatori dei diritti umani, dopo una verifica a più livelli, saranno registrate sotto forma di dossier documentati e analisi legali, per servire come base per un'azione legale internazionale e per contrastare l'impunità sistematica dei violatori dei diritti umani.
Risposte del Governo
In risposta alle pressioni esterne, il Ministero degli Affari Esteri iraniano ha condannato la dichiarazione del G7 sulla repressione delle proteste come “interventista”. Allo stesso tempo, i funzionari iraniani hanno cercato di giustificare la repressione sottolineando gli imperativi di sicurezza e affermando la sua base legale, rifiutando o minimizzando le critiche internazionali.
Nel frattempo, in diversi casi di alto profilo riguardanti i detenuti, la magistratura iraniana ha dichiarato che le accuse non comportano necessariamente la pena di morte. Allo stesso tempo, le autorità giudiziarie e di polizia hanno continuato ad enfatizzare una politica di risposte “rapide e dure” alle proteste, una posizione che ha intensificato le preoccupazioni per l'escalation di violenza, gli arresti di massa e la crescente pressione sulle famiglie dei detenuti.
Statistiche
Alla fine del ventesimo giorno, in base ai dati registrati aggregati:
- Numero di proteste registrate: 619 (in 187 città in 31 province)
- Totale morti confermate: 3.090
Di questi, almeno 2.885 erano manifestanti, 165 erano forze governative/di sicurezza e 21 erano civili non manifestanti.
- Minori (sotto i 18 anni) tra i deceduti: almeno 19
- Decessi in corso di revisione: 3,882
- Feriti gravi: 2.055
- Arresti: 22.123 casi
- Trasmissione di confessioni forzate: 132 casi
Conclusione
Il ventesimo giorno è stato caratterizzato dalla continuazione della chiusura di Internet a livello nazionale, che è entrata nella sua seconda settimana, insieme all'intensificarsi della pressione diplomatica e di sicurezza sulla Repubblica Islamica. A livello internazionale, gli sviluppi che vanno dagli incontri formali ai governi che consigliano ai loro cittadini di lasciare l'Iran riflettono la crescente preoccupazione per la situazione nel Paese. A livello interno, la persistenza di posizioni di sicurezza e giudiziarie di tipo hardline ha rafforzato i timori di un aumento della violenza e di un'intensificazione della repressione.











