IRAN - Rapporto Hengaw sul 18° giorno di guerra

IRAN - Report on 18th day of war (Hengaw)

18 Marzo 2026 :

17/03/2026 - IRAN. Rapporto Hengaw sul 18° giorno di guerra

Il bilancio delle vittime raggiunge le 5.300 unità, di cui 511 civili

Nel 18° giorno di guerra tra Stati Uniti, Israele e la Repubblica Islamica dell’Iran, l’Organizzazione Hengaw per i Diritti Umani segnala un forte aumento delle vittime, con i civili sempre più colpiti dall’espansione del raggio d’azione delle ostilità.
I dati documentati da Hengaw confermano che almeno 5.300 persone sono state uccise durante i primi 18 giorni di guerra. Tra queste, 511 civili rappresentano il 9,6% del totale delle vittime, mentre 4.789 sono militari iraniani.

Attacchi diffusi prendono di mira le infrastrutture militari e statali in tutto l’Iran
Dal 28 febbraio al 17 marzo 2026, i raid aerei e gli attacchi missilistici delle forze statunitensi e israeliane hanno preso di mira strutture militari e governative in almeno 178 città distribuite in 25 province.
Gli attacchi hanno colpito una vasta gamma di siti, tra cui basi dell’IRGC, centri Basij, aeroporti militari, installazioni missilistiche, stazioni di polizia, quartier generali dei servizi segreti, istituzioni giudiziarie, caserme dell’esercito e unità delle forze speciali.
Hengaw documenta 4.789 militari uccisi, con le perdite più elevate tra l’aeronautica militare, l’IRGC e le unità dell’esercito. Le province di Teheran, Kermanshah, Hormozgan, Alborz, Kurdistan (Sanandaj) e Sistan e Baluchestan hanno registrato il maggior numero di vittime tra i militari.
Le autorità iraniane continuano a nascondere sistematicamente il numero delle vittime, omettendo dati accurati e diffondendo cifre notevolmente ridotte che non riflettono la portata delle perdite.

Le vittime civili aumentano drasticamente, compresi bambini e donne
Hengaw conferma che almeno 511 civili sono stati uccisi, tra cui 120 minori e 160 donne.
Il numero più elevato di vittime civili è stato registrato nella provincia di Hormozgan, dove un attacco mortale alla scuola “Shajareh Tayyebeh” a Minab ha ucciso un gran numero di bambine delle scuole elementari.
Altre vittime civili, tra cui decine di donne e minori, sono state documentate a Teheran, nel Kurdistan (Sanandaj), a Kermanshah, nel Fars, nel Khorasan Razavi, a Qazvin, nell’Alborz, nell’Ilam, nel Markazi, nel Lorestan, nell’Azerbaigian occidentale (Urmia) e nell’Azerbaigian orientale.
I media statali avevano inizialmente riferito di 167 minori uccisi nell’attacco alla scuola di Minab. Tuttavia, a 18 giorni dall’incidente, sono state identificate solo 58 vittime, tra cui 48 minori e 10 adulti.
Hengaw ha documentato che le forze militari iraniane si sono trasferite in spazi civili, tra cui scuole, dormitori studenteschi e moschee in aree residenziali, dopo aver abbandonato le basi ufficiali. Questa pratica espone i civili a un rischio diretto e viola il diritto internazionale umanitario, comprese le Convenzioni di Ginevra, che vietano l’uso di aree civili per scopi militari e l’uso di scudi umani.

Gravi perdite nel Kurdistan a seguito dell’intensificarsi dei bombardamenti
Nelle province di Ilam, Kermanshah, Kurdistan (Sanandaj) e Azerbaigian occidentale (Urmia), continui attacchi aerei hanno preso di mira siti militari e di sicurezza in 35 città.
Hengaw conferma che in queste regioni sono state colpite almeno 223 installazioni militari.
Durante questo periodo, solo in queste quattro province sono stati uccisi almeno 1.350 militari. Inoltre, almeno 90 civili hanno perso la vita, con il maggior numero di vittime registrato a Urmia, Sanandaj, Divandarreh, Ivan, Ilam, Naqadeh, Bukan e Kermanshah.
Le autorità continuano a non divulgare dati precisi sulle vittime, in particolare in Kurdistan, dove le cifre ufficiali rimangono significativamente inferiori a quelle documentate sul campo.

Hengaw chiede un intervento internazionale urgente
Hengaw sottolinea che tutte le parti in conflitto sono legalmente obbligate a distinguere tra obiettivi civili e militari ai sensi della Quarta Convenzione di Ginevra.
Hengaw invita la comunità internazionale, compresi il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e gli organismi globali per i diritti umani, ad agire immediatamente per garantire la protezione dei civili e per assicurare tutte le parti al giudizio della giustizia.
L’organizzazione esorta inoltre a un maggiore controllo sulla sistematica soppressione delle informazioni da parte del governo iraniano, che ostacola la trasparenza e compromette gli sforzi volti a proteggere le vite dei civili.

https://hengaw.net/en/reports-and-statistics-1/2026/03/article-9

 

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