19 Marzo 2025 :
Un tribunale dell'Uttar Pradesh il 18 marzo 2025 ha condannato a morte tre uomini in relazione agli omicidi di 24 Dalit (in passato definiti “intoccabili”k), avvenuti a Dehuli nel 1981.
La scorsa settimana, un tribunale speciale del distretto di Mainpuri dell'UP aveva riconosciuto i tre uomini colpevoli per il massacro di Dehuli del 1981, in cui 24 Dalit, tra cui donne e due bambini di sei mesi e due anni, furono uccisi da un gruppo di banditi.
Il massacro di Dehuli, allora nel distretto di Mainpuri e ora a Firozabad, sarebbe stato pianificato per punire i testimoni Dalit che avevano testimoniato contro criminali di una casta superiore. Un gruppo di 17 banditi vestiti con l'uniforme della polizia fece irruzione a Dehuli intorno alle 16.30 del 18 novembre 1981. Guidati da Radheshyam Singh alias Radhey e Santosh Singh alias Santosha, due uomini della casta Thakur, gli aggressori presero di mira una famiglia Dalit, uccidendo a colpi di arma da fuoco 24 persone.
Chotelal, che all'epoca aveva 17 anni, disse: "Stavo lavorando nei miei campi quando ho sentito degli spari. Jawalaprasad è stato il primo a essere ucciso. Gli spari sono continuati e molti di noi sono fuggiti nel vicino villaggio di Jajumai".
La denuncia originale (FIR) nominava 17 imputati ai sensi delle sezioni 302 (omicidio), 307 (tentato omicidio) e 396 (furto con omicidio) del Codice penale indiano, tra gli altri.
In quattro decenni di processo, 14 di loro sono morti.
Il 18 marzo, i tre imputati sopravvissuti, Kaptaan Singh, Ramsevak e Rampal Singh, tutti e tre sulla settantina, sono stati condannati a morte.
Kaptaan, che era in libertà su cauzione, si è presentato in tribunale mentre Ramsevak è stato portato in aula direttamente dal carcere di Mainpuri.
Rampal aveva chiesto di non comparire, ma la sua richiesta è stata respinta ed è stato emesso un mandato di comparizione non cauzionabile.
Un altro imputato, Gyan Chand alias Ginna, è stato dichiarato latitante e sono in corso procedimenti separati per il suo caso.