30 Giugno 2026 :
Il Marocco ha annunciato la propria candidatura a ospitare la decima Conferenza Internazionale sull'Abolizione della Pena di Morte, nell’intervento fatto dal Ministro della Giustizia Abdellatif Ouahbi durante la nona edizione della conferenza, tenutasi a Parigi il 30 giugno 2026.
L'evento ha riunito capi di Stato, ministri, rappresentanti di organizzazioni internazionali, esperti legali e difensori dei diritti umani per discutere del futuro della pena capitale nel mondo.
Intervenendo alla conferenza, Ouahbi ha affermato che il dibattito sulla pena di morte in Marocco si sta svolgendo attraverso un ampio dialogo nazionale che coinvolge istituzioni costituzionali, partiti politici, giudici, accademici e società civile.
Ha aggiunto che il processo riflette l'approccio del Marocco, volto a promuovere il dialogo, costruire il consenso e introdurre riforme gradualmente.
Il ministro ha inoltre affermato che la discussione si inserisce nel più ampio quadro delle riforme attuate sotto la guida di Re Mohammed VI per rafforzare lo Stato di diritto, proteggere i diritti e le libertà fondamentali e modernizzare il sistema giudiziario del Paese.
Ouahbi ha sottolineato che il Marocco non esegue condanne a morte da oltre 30 anni.
Ha affermato che non si tratta semplicemente di una questione di prassi, ma del risultato di un lungo processo di riforma giudiziaria che ha rafforzato le garanzie legali, aggiornato la legislazione e ampliato la cooperazione con i meccanismi internazionali per i diritti umani.
Ha inoltre sottolineato il voto del Marocco nel 2024 a favore della risoluzione dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite che chiede una moratoria universale sull'uso della pena di morte.
Secondo il ministro, il voto ha rappresentato un passo importante nell'impegno del Paese in un dialogo internazionale responsabile sulla questione.
Al termine del suo intervento, Ouahbi ha annunciato ufficialmente la candidatura del Marocco a ospitare la X Conferenza Internazionale sull'Abolizione della Pena di Morte a nome del Paese.
Ha affermato che l'iniziativa riflette la determinazione del Marocco a continuare a contribuire al dibattito internazionale sui diritti umani, rafforzando al contempo il suo ruolo di ponte tra Africa, Europa e mondo arabo.











