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GUATEMALA

Il 7 ottobre, una corte guatemalteca ha condannato...

Il 7 ottobre, una corte guatemalteca ha condannato a morte Carlos Chen, Pedro Gonzalez e Fermin Lajuj, già appartenenti a gruppi paramilitari di destra, per l'omicidio di 2 donne nel massacro del villaggio di Rio Negro, 65 chilometri a nord della

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Il 7 ottobre, una corte guatemalteca ha condannato a morte Carlos Chen, Pedro Gonzalez e Fermin Lajuj, già appartenenti a gruppi paramilitari di destra, per l'omicidio di 2 donne nel massacro del villaggio di Rio Negro, 65 chilometri a nord della capitale, nel quale furono torturati e uccisi 70 donne e 107 bambini, il 13 marzo del 1982. La corte ha detto che non si può provare che gli uomini abbiano ucciso il resto degli abitanti del villaggio di Rio Negro. Gli uomini sono stati assolti anche dall'accusa di aver ucciso 92 persone, tra cui 35 bambini, il 14 settembre 1982, nel vicino villaggio di Agua Fria. I tre uomini erano stati condannati a morte da un tribunale guatemalteco nel 1998 per il ruolo da loro svolto nei due massacri, ma una corte d'appello aveva annullato il processo nel febbraio 1999 per motivi tecnici."Siamo soddisfatti per il verdetto, ma non appoggiamo la pena di morte," ha detto Paul Seils, responsabile legale di Azione Legale per i Diritti Umani (CALDH), gruppo che ha difeso le vittime di questo processo. Gli uomini erano membri delle Pattuglie per l'Autodifesa Civile, unità anti sommossa create dai militari negli anni Ottanta e formate da contadini reclutati con la forza e costretti a combattere i ribelli nelle zone rurali, dove la guerriglia era più forte. Secondo i gruppi per la difesa dei diritti umani, le PAC avevano più di un milione di membri, tra cui perfino dei quindicenni, nel momento di massima espansione. Le PAC furono ufficialmente smantellate nel 1987, sotto il governo civile di Vinicio Cerezo.