13 Gennaio 2026 :
L'Alta Corte di Kuala Lumpur, in Malesia, l'8 gennaio 2026 ha condannato a morte per impiccagione un cittadino nigeriano, ritenuto colpevole di aver ucciso il nipote acquisito, gettandolo dal terzo piano di un appartamento della città sei anni prima.
Secondo l'agenzia di stampa malese Berita Harian, il giudice K. Muniandy ha emesso la sentenza nei confronti di Ibekwe Emeka Augustine, 48 anni, dopo aver valutato il complesso delle prove presentate in tribunale.
Augustine è stato accusato di aver causato la morte del nipote acquisito in un appartamento a Setapak tra le 7:45 e le 8:15 del mattino del 29 novembre 2020. L'accusa è stata formulata ai sensi dell'articolo 302 del Codice Penale, che prevede la pena di morte o una pena detentiva compresa tra 30 e 40 anni con almeno 12 colpi di canna. Nello stesso processo, Augustine è stato condannato anche a cinque anni di reclusione, da scontare contemporaneamente, dopo essere stato riconosciuto colpevole di altri quattro capi d'imputazione. Tra questi, il tentato omicidio del figlio biologico, il ferimento grave della moglie, il tentato suicidio e la violenza sessuale sulla figliastra nello stesso luogo, giorno e ora.
L'accusa di tentato omicidio del figlio biologico di sette anni è stata formulata ai sensi dell'articolo 307 del Codice Penale, che prevede una pena massima di 10 anni di reclusione e una multa.
Per aver intenzionalmente ferito gravemente la moglie, che all'epoca aveva 48 anni, Augustine è stato incriminato ai sensi dell'articolo 325 in combinato disposto con l'articolo 326A del Codice Penale, un reato punibile con una pena detentiva fino a sette anni e una multa.











