IRAN - Rapporto Hrana sul 22° giorno di proteste. 3.685 manifestanti uccisi

IRAN - 22nd day of protests

19 Gennaio 2026 :

19/01/2026 - IRAN. Rapporto Hrana sul 22° giorno di proteste. 3.685 manifestanti uccisi

Verifiche in corso su altri 8.949 morti

Ventiduesimo giorno di proteste: L'entità delle uccisioni aumenta mentre continua l'interruzione di Internet
Nel ventiduesimo giorno di proteste a livello nazionale in Iran, tra la continua e diffusa chiusura di Internet e le segnalazioni di connessioni limitate e instabili in alcune aree, l'ondata di arresti è continuata in varie città. Allo stesso tempo, gli alti funzionari governativi hanno intensificato la loro retorica minacciosa in risposta alle pressioni esterne. Secondo le statistiche verificate basate sui casi alla fine di questa giornata, 3.919 persone sono state uccise, mentre altri 8.949 decessi sono ancora oggetto di indagine da parte di HRANA. Inoltre, 2.109 persone sono state gravemente ferite e il numero di detenuti confermati ha raggiunto le 24.669 unità. Accanto a questi sviluppi, sono emerse numerose segnalazioni di una maggiore pressione sulle famiglie, di difficoltà nella consegna dei corpi delle persone uccise e del persistere di una pesante atmosfera di sicurezza in alcune regioni.
Tra le continue e gravi interruzioni dell'accesso a internet e delle comunicazioni, i rapporti indicano un aumento delle vittime, arresti diffusi e un'intensificazione della presenza della sicurezza nelle città di tutto il Paese.

Interruzione delle comunicazioni
Il ventiduesimo giorno, dopo diversi giorni di chiusura quasi totale di Internet, sono emerse segnalazioni di una connettività Internet limitata e instabile in alcune parti del Paese. Queste connessioni intermittenti hanno permesso a una parte delle informazioni e delle immagini accumulate nei giorni precedenti di raggiungere fonti indipendenti con ritardo, rivelando la portata più ampia della repressione e delle uccisioni.
Secondo le informazioni ricevute, con il parziale ripristino dell'accesso a Internet, sono state pubblicate immagini e rapporti dai centri di medicina legale, dagli obitori e dai luoghi di sepoltura delle persone uccise, indicando un alto numero di corpi che non sono stati consegnati e le pressioni sulle famiglie per rimanere in silenzio e condurre sepolture notturne. In alcuni casi, le famiglie hanno riferito che la consegna dei corpi dei loro cari era subordinata alla firma di impegni scritti o all'accettazione della narrazione ufficiale.
Nonostante queste connessioni intermittenti, l'accesso globale a Internet rimane gravemente interrotto nella maggior parte del Paese. L'invio e la ricezione di informazioni sono ampiamente segnalati come instabili e molti cittadini sono in grado di comunicare solo durante brevi finestre temporali. Questa situazione continua a ostacolare seriamente le relazioni indipendenti, la documentazione accurata degli eventi e il completamento delle statistiche sui diritti umani.

Reazioni estere
A livello internazionale, le reazioni alla repressione delle proteste e alla chiusura di Internet sono continuate, con posizioni più dure espresse in alcuni circoli politici rispetto ai giorni precedenti. Negli Stati Uniti, sono circolate dichiarazioni che sottolineano la necessità di un cambiamento nella struttura della leadership iraniana e che ritengono i livelli più alti dell'establishment al potere responsabili della violenza.
Allo stesso tempo, nei circoli politici e nei parlamenti di diversi Paesi sono state sollevate discussioni sull'espansione delle sanzioni, sulla limitazione delle relazioni diplomatiche e sulla prevenzione della normalizzazione dell'impegno con la Repubblica islamica. Alcuni governi hanno anche emesso nuovi avvisi di sicurezza per i loro cittadini, avvertendo dell'instabilità della situazione interna iraniana.

Risposte del Governo
All'interno del Paese, i funzionari governativi hanno risposto alle posizioni straniere rafforzando una narrazione delle proteste basata sulla sicurezza, descrivendo i manifestanti con una retorica come “affiliazione al nemico” e “minacce alla sicurezza nazionale”. Allo stesso tempo, il Presidente iraniano ha avvertito che qualsiasi “attacco” alla Guida Suprema equivarrebbe a una “guerra totale”, una posizione che ha ricevuto un'ampia attenzione da parte dei media nazionali e internazionali.
Sul fronte della sicurezza, il Ministero dell'Intelligence ha annunciato in un comunicato che più di 300 cittadini sono stati arrestati con l'accusa di “aver guidato le proteste”. Inoltre, sono emerse numerose notizie di arresti in varie città, tra cui l'arresto di un avvocato a Teheran e arresti sparsi in diverse altre città.
Anche alcune istituzioni militari e di sicurezza hanno segnalato l'arresto di manifestanti in diverse province. In alcuni casi, sono stati diffusi video di cosiddette ‘confessioni’ da parte dei detenuti, anche se le circostanze in cui sono state registrate rimangono poco chiare. La continuazione di questa tendenza ha aumentato le preoccupazioni circa l'aumento della pressione sui detenuti e l'uso di confessioni forzate.
Anche la magistratura ha difeso le misure in corso, affermando che i casi relativi ai detenuti vengono trattati rapidamente.

Statistiche
Basato su dati verificati, caso per caso, fino alla fine del ventiduesimo giorno di proteste:

  • Numero di proteste registrate: 624
  • Totale vittime confermate: 3,919
  • Manifestanti: 3,685
  • Minori sotto i 18 anni: 25
  • Forze militari e governative: 178
  • Civili non manifestanti: 31
  • Morti sotto inchiesta: 8.949
  • Feriti gravi: 2.109
  • Detenuti (arrestati o identificati): 24,669
  • Trasmissione di confessioni forzate: 145 casi

Queste cifre si basano esclusivamente su rapporti individuali verificati. Considerando la chiusura di Internet, le restrizioni alla comunicazione e il limitato accesso indipendente alle informazioni, è probabile che i numeri reali siano significativamente più alti di quelli riportati.

Conclusione
Il 22° giorno di proteste è stato caratterizzato dalla continua e diffusa interruzione di Internet, da segnalazioni di connettività limitata e instabile e da un'atmosfera di sicurezza intensificata, accompagnata da arresti continui. A livello politico, l'escalation della retorica minacciosa da parte dei funzionari governativi, insieme alle continue reazioni internazionali, indica che la crisi rimane su una traiettoria ascendente. Con il persistere delle restrizioni di comunicazione, un numero sostanziale di vittime e di casi di repressione rimane sotto inchiesta, e le cifre confermate sono destinate ad aumentare nei prossimi giorni.

https://www.en-hrana.org/day-twenty-two-of-the-protests-the-scale-of-the-killings-grows-as-the-internet-shutdown-continues/

 

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