03 Marzo 2026 :
02/03/2026 - IRAN. Rapporto Hengaw sul 3° giorno di guerra
Almeno 1.500 morti nel terzo giorno di guerra, tra cui 200 civili
Mentre la guerra tra Stati Uniti, Israele e Repubblica Islamica dell'Iran entra nel suo terzo giorno, le scoperte sul campo e la documentazione dell'Organizzazione Hengaw per i Diritti Umani indicano pesanti perdite tra le forze governative iraniane e un numero crescente di vittime civili.
Secondo i dati verificati e confermati da Hengaw, finora sono state uccise almeno 1.500 persone, tra cui 200 civili e 1.300 membri delle forze militari iraniane. Queste cifre sono state compilate in un contesto di gravi interruzioni di internet in tutto l'Iran, con l'accesso a varie città ripetutamente interrotto per ore prolungate durante il giorno e la notte.
Ripartizione delle vittime e portata geografica degli attacchi
In base ai dati raccolti dal Centro di Statistica e Documentazione di Hengaw, le strutture militari e governative di 150 città in 22 province sono state bersagliate da attacchi aerei e missilistici.
Gli obiettivi includono basi del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC), centri Basij, aeroporti militari, siti missilistici, stazioni di polizia, istituzioni giudiziarie, uffici stampa del Dipartimento di Intelligence, caserme dell'esercito e quartieri generali delle forze speciali.
Il maggior numero di vittime militari è stato registrato a Teheran, Kermanshah (Kermashan), Azerbaigian occidentale (Urmia), Azerbaigian orientale e Kurdistan (Sine).
Vittime civili e danni alle aree residenziali
Hengaw esprime profonda preoccupazione per il crescente numero di vittime civili e conferma che il numero più alto di vittime civili è stato registrato nella provincia di Hormozgan.
Secondo le prove documentate, un numero significativo di persone uccise erano bambine della scuola elementare “Shajareh Tayyebeh”. Oltre a Hormozgan, sono stati registrati decessi di civili, tra cui diversi bambini, a Teheran, Razavi Khorasan, Qazvin, Alborz, Kermanshah, Kurdistan, Azerbaigian occidentale (Urmia) e Azerbaigian orientale.
Anche gli edifici amministrativi e residenziali situati vicino alle istituzioni militari e di sicurezza hanno subito gravi danni durante gli attacchi aerei, con conseguenti gravi interruzioni dei servizi.
Nonostante il perdurare delle condizioni di guerra, la Repubblica Islamica non ha avviato misure di evacuazione per le aree residenziali situate vicino alle strutture militari e di sicurezza. I civili stanno invece cercando, in modo spontaneo e non coordinato, di proteggersi e di trasferirsi in aree relativamente più sicure.
Sottosegnalazioni e contraddizioni nelle cifre ufficiali
Il terzo giorno di guerra, la Società della Mezzaluna Rossa iraniana ha annunciato che le vittime totali sono 555, senza distinguere tra vittime militari e civili.
I dati registrati da Hengaw indicano che questa cifra fa parte di una politica deliberata di sottostima e di occultamento da parte delle autorità.
Le indagini sul campo mostrano che le istituzioni di sicurezza si sono astenute dal pubblicare dati accurati sulle vittime militari, in particolare nelle città del Kurdistan. Nei limitati casi in cui sono stati resi noti, i numeri appaiono significativamente inferiori alle realtà documentate.
Hengaw ribadisce l'urgente necessità di trasparenza nell'identificazione delle vittime e nella comunicazione dei dati sulle vittime. L'organizzazione sottolinea che tutte le parti coinvolte nel conflitto sono obbligate, in base alle convenzioni internazionali, a proteggere le vite dei civili durante le ostilità armate.
Hengaw invita ancora una volta gli organismi internazionali a monitorare da vicino le vittime civili e, alla luce delle politiche di occultamento della Repubblica islamica, a costringere fermamente tutte le parti a sostenere la loro responsabilità di salvaguardare i civili.
https://hengaw.net/en/reports-and-statistics-1/2026/03/article-2











