01 Febbraio 2026 :
28/01/2026 - IRAN. Hamidreza Sabet Esmaeilpour giustiziato il 28 gennaio
Con l'accusa di “spionaggio per Israele”.
Dopo un processo affrettato a porte chiuse
L'agenzia di stampa Mizan, affiliata al sistema giudiziario, ha riferito dell'esecuzione della condanna a morte di Hamidreza Sabet Esmaeilpour. Secondo quanto riportato da questa agenzia, la sentenza di morte è stata eseguita all'alba del 28 gennaio 2026. La sentenza è stata emessa ed eseguita dopo un processo a porte chiuse e una rapida conferma da parte della Corte Suprema.
Il Centro Media della magistratura ha annunciato l'accusa contro questo uomo come “spionaggio per Israele” e ha affermato che aveva stabilito un contatto via cyberspazio con un individuo presentato come ufficiale del Mossad e impegnato in una cooperazione di intelligence. Secondo queste affermazioni, le sue missioni comprendevano la fotografia di documenti classificati e lo spostamento di veicoli collegati all'occultamento di materiali esplosivi.
Accuse annunciate e accuse di cooperazione con il servizio di intelligence del nemico
Secondo la dichiarazione della magistratura, Hamidreza Sabet Esmaeilpour era stato arrestato il 29 aprile 2025. La dichiarazione sostiene che dopo il suo arresto, le sue comunicazioni con l'individuo introdotto sono continuate e, sotto la supervisione dell'intelligence, hanno portato alla scoperta e alla neutralizzazione di diverse presunte operazioni.
Nella dichiarazione della magistratura, si afferma che, dopo la formazione del caso e il completamento del procedimento giudiziario, sulla base del rapporto del funzionario speciale delle forze dell'ordine, dei documenti di sicurezza e delle dichiarazioni dell'imputato, il tribunale lo ha condannato a morte con l'accusa di “spionaggio”, “cooperazione con il regime israeliano” e “azione contro la sicurezza nazionale”, oltre alla confisca dei beni ottenuti con mezzi illeciti. Questa sentenza è stata infine confermata dalla Corte Suprema.
Fonti indipendenti e osservatori dei diritti umani non hanno finora avuto accesso ad ulteriori dettagli sulle accuse sollevate, in quanto il processo e le udienze sono state condotte in sessioni chiuse e non vi è alcuna possibilità di esaminare o accedere ai documenti della difesa o ai rapporti indipendenti sui procedimenti.
Processo chiuso e mancanza di trasparenza giudiziari
Uno dei punti salienti di questo caso è lo svolgimento del processo a porte chiuse. Mentre in molti sistemi giuridici, soprattutto nei casi di sicurezza e di accuse sensibili, lo svolgimento di processi pubblici e l'accesso dei media ai procedimenti e alle prove è uno dei principi del giusto processo, in questo caso non sono state pubblicate informazioni complete sui procedimenti e sulle difese presentate nelle sessioni del tribunale, e il pubblico rimane disinformato sui dettagli.
Questo tipo di giudizio non trasparente ha attirato le critiche delle organizzazioni per i diritti umani, in quanto limita o rende impossibile la verifica indipendente dell'accuratezza delle richieste di sicurezza e delle prove presentate dalle autorità giudiziarie.
Contesto legale e reazioni internazionali
L'esecuzione di condanne a morte in questi casi di solito provoca ampie reazioni internazionali, soprattutto quando sono coinvolte accuse di sicurezza e il processo si svolge in modo riservato. Le organizzazioni per i diritti umani hanno ripetutamente sottolineato che la trasparenza del processo e l'accesso a una difesa equa sono principi fondamentali della giustizia penale, e la loro assenza può portare a violazioni dei diritti fondamentali dell'imputato.
Nei casi relativi alle esecuzioni, la comunità internazionale si sta concentrando sempre di più sulla necessità di aderire agli standard dei diritti umani nei procedimenti e di prevenire le esecuzioni politicamente motivate o basate su accuse.
Violazione della trasparenza, del diritto a un processo equo ed esecuzione spietata della pena di morte
L'esecuzione della pena di morte senza un processo pubblico e trasparente e senza accesso a una difesa efficace è in conflitto con i principi fondamentali della giustizia penale e dei diritti umani.
Articolo 6 del Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici - Diritto alla Vita
L'esecuzione della pena di morte nei casi in cui l'interpretazione delle accuse e il processo sono ambigui viola il diritto alla vita, che deve essere protetto dai più alti standard di giustizia.
Articolo 14 del Patto internazionale sui diritti civili e politici - Diritto ad un processo equo
La celebrazione di un processo chiuso e riservato, senza accesso pubblico e controllo indipendente, viola il principio di un processo equo.
Articolo 9 del Patto internazionale sui diritti civili e politici - Divieto di arresto arbitrario.
L'utilizzo di vaghe accuse di sicurezza senza presentare pubblicamente ragioni e prove dimostrabili può portare ad arresti e punizioni arbitrari.
Preoccupazioni legali nell'esecuzione della pena di morte
L'esecuzione della condanna a morte di Hamidreza Sabet Esmaeilpour, mentre il suo processo si è svolto a porte chiuse, evidenzia ancora una volta le preoccupazioni relative all'aderenza ai principi dei diritti umani e alla giustizia giudiziaria. Nei casi che coinvolgono accuse di sicurezza, la trasparenza del processo e la possibilità di una revisione indipendente sono di doppia importanza, cosa che finora non è stata fornita in questo caso.
Nonostante le affermazioni delle autorità giudiziarie, l'esecuzione rimane uno degli strumenti punitivi più controversi, criticato nell'interazione con gli standard internazionali dei diritti umani, e gli osservatori sottolineano la necessità di un controllo approfondito.
https://en.iranhrs.org/execution-of-hamidreza-sabet-esmaeilpour-after-closed-and-rushed-trial/











