IRAN - Ali Fahim, un manifestante arrestato a gennaio, impiccato il 6 aprile

IRAN - Ali Fahim

07 Aprile 2026 :

06/04/2026 - IRAN. Ali Fahim, un manifestante arrestato a gennaio, impiccato il 6 aprile

10 detenuti politici giustiziati in 8 giorni

I media statali hanno riferito dell’esecuzione di Ali Fahim, un manifestante di 23 anni arrestato durante le proteste dell’8 gennaio a Teheran. È il quarto imputato del caso ad essere stato impiccato in cinque giorni. I suoi coimputati Abolfazl Salehi Siavashani, Shahab Zohdi e Yaser Rajaifar corrono un grave e imminente rischio di esecuzione.

Condannando con la massima fermezza l’esecuzione di Ali Fahim, IHR invita la comunità internazionale e le organizzazioni della società civile a reagire con forza alle esecuzioni quotidiane di detenuti politici in Iran.
Il Direttore di IHR, Mahmood Amiry-Moghaddam, ha dichiarato: «Queste esecuzioni fanno parte della strategia di sopravvivenza della Repubblica Islamica, che sta conducendo una guerra contro il proprio popolo all’ombra di un conflitto esterno. La comunità internazionale deve reagire con urgenza. La situazione dei detenuti e l’uso sistematico della pena di morte da parte del regime come strumento politico di repressione devono diventare una condizione centrale in qualsiasi negoziazione o dialogo con la Repubblica Islamica».

Secondo l’agenzia di stampa giudiziaria Mizan, il manifestante Ali Fahim è stato impiccato in un luogo non specificato il 6 aprile 2026. IHR ha stabilito che il luogo della sua esecuzione è stato il carcere di Ghezel-Hesar. Il rapporto ufficiale afferma che Ali era accusato di «aver partecipato ad atti operativi contro la sicurezza nazionale per conto del regime sionista, degli Stati Uniti e di gruppi ostili e loro affiliati, causando paura e insicurezza nella popolazione» e di «essere entrato in siti militari riservati con l’intento di sottrarre armi e munizioni, nonché di aver distrutto e appiccato incendi a proprietà governative con l’obiettivo di opporsi alla Repubblica Islamica dell’Iran».

Ali Fahim, 23 anni, è stato arrestato durante le proteste nazionali dell’8 gennaio a Teheran. Era uno dei sette imputati in un processo, accusati di aver attaccato una base dell’IRGC a Teheran. Dieci giorni dopo l’arresto, il 18 gennaio, i media statali hanno trasmesso le confessioni estorte a cinque degli imputati. Nel video vengono definiti «giovani ingannati» che sarebbero stati «guidati da elementi terroristici americano-sionisti» per attaccare la base dell’IRGC a Teheran.

I sette imputati sono stati processati dalla Sezione 15 del Tribunale Rivoluzionario di Teheran, presieduta dal «giudice della morte» Salavati, il 7 febbraio 2026. Il giorno successivo, il tribunale ha condannato a morte sette degli imputati con l’accusa di moharebeh (ostilità contro Dio) ed efsad-fil-arz (corruzione sulla terra).

Secondo una fonte, gli imputati non hanno avuto accesso ad avvocati e sono stati rappresentati in giudizio da avvocati d’ufficio, i quali li hanno successivamente informati delle sentenze. Il caso è stato deferito alla Sezione 9 della Corte Suprema, la quale, secondo il rapporto ufficiale, ha respinto il ricorso e confermato la sentenza.

Ali Fahim sarebbe stato trasferito nelle celle di isolamento pre-esecuzione insieme ad Abolfazl Salehi Siavashani, il quale corre un grave e imminente rischio di esecuzione. Non è chiara la situazione giuridica di Shahab Zohdi e Yaser Rajaifar, gli altri due imputati nel caso.

Ali Fahim è il decimo detenuto politico ad essere stato giustiziato negli ultimi otto giorni. Mohammad Taghavi e Shahrokh Daneshvarkar sono stati impiccati in segreto il 30 marzo, mentre i loro coimputati Pouya Ghobadi e Babak Alipour sono stati impiccati in segreto il 31 marzo.

Il coimputato di Ali Fahim, Amirhossein Hatami, è stato impiccato il 2 aprile. Vahid Baniamerian e Abolhassan Montazer sono stati impiccati in segreto il 4 aprile. Gli altri due coimputati di Ali Fahim, Mohammad Amin Biglari e Shahin Vahedparast, sono stati impiccati il 5 aprile.

Altri tre manifestanti del gennaio 2026, Saleh Mohammadi, Saeed Davodi e Mehdi Ghasemi, sono stati impiccati a Qom il 19 marzo. Anche un cittadino con doppia nazionalità di nome Kourosh Keyvani è stato impiccato il 18 marzo con l’accusa di spionaggio.

https://iranhr.net/en/articles/8668/
https://hengaw.net/en/news/2026/04/article-22
 

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