03 Aprile 2026 :
02/04/2026 - IRAN. A Narges Mohammadi vengono negate cure mediche adeguate dopo un infarto
Secondo quanto riferito dalla sua famiglia, le condizioni di salute della nota difensora dei diritti umani e vincitrice del Premio Nobel per la Pace Narges Mohammadi sono gravemente peggiorate, a causa anche di un infarto non curato e del continuo diniego di cure mediche specialistiche. La donna rimane detenuta in condizioni di insicurezza insieme a detenuti condannati per reati violenti, mentre le autorità hanno respinto le richieste urgenti di trasferimento o di rilascio. I continui attacchi aerei nei pressi della prigione hanno ulteriormente messo a rischio la sua vita e quella degli altri detenuti.
Secondo le informazioni ottenute da Iran Human Rights, la nota difensora dei diritti umani Narges Mohammadi ha subito un infarto il 24 marzo 2026 a seguito del prolungato diniego di cure mediche adeguate. Narges, che da tempo soffriva di dolori al petto, ha perso completamente conoscenza; i suoi occhi si sono rovesciati all’indietro ed è rimasta priva di reazioni. Secondo testimoni oculari, questa condizione, accompagnata da estremità fredde e intorpidimento, è durata circa un’ora e quindici minuti. Un’infermiera della prigione, entrata nel reparto per distribuire i farmaci, l’ha trovata priva di sensi e, con l’aiuto di altre detenute, è stata avvolta in una coperta e trasferita all’infermeria del reparto femminile.
Ha ripreso conoscenza in seguito alla somministrazione di farmaci e un medico generico ha diagnosticato un infarto. Nonostante le sue condizioni critiche, è rimasta in prigione e, ad oggi, non è stata trasferita in ospedale né visitata da uno specialista.
Il 29 marzo, la sorella e gli avvocati di Narges hanno potuto vederla di persona dopo 107 giorni di arresto. L’incontro si è svolto sotto stretta sorveglianza alla presenza di funzionari della prigione, tra cui il capo del reparto femminile e rappresentanti delle unità di intelligence carceraria e di protezione giudiziaria. Le osservazioni della sua famiglia e del suo team legale indicano che appariva estremamente pallida, emaciata e in pessime condizioni fisiche, ed era stata portata in infermeria poco prima dell’incontro a causa di un forte dolore al petto. È stata accompagnata all’incontro da un’infermiera.
Il 4 marzo 2026, gli avvocati della Mohammadi avevano incontrato il procuratore provinciale di Zanjan e presentato formalmente tre richieste: il suo rilascio su cauzione alla luce delle sue condizioni di salute, il suo trasferimento nel reparto dei detenuti politici della prigione di Evin a Teheran e il suo trasferimento urgente all’ospedale Pars di Teheran. Gli avvocati hanno sottolineato che, ai sensi della legge iraniana, la signora Mohammadi dovrebbe essere detenuta nel suo luogo di residenza, Teheran, e hanno presentato la documentazione medica che dimostra la sua urgente necessità di cure specialistiche. Il procuratore ha affermato di non avere l’autorità per decidere, dichiarando che il caso rientra nella giurisdizione dei procuratori di Mashhad e Teheran, mentre le autorità continuano a insistere nel volerla tenere nel reparto comune della prigione di Zanjan.
Narges è stata arrestata con violenza durante la cerimonia commemorativa in onore dell’avvocato per i diritti umani Khosro Alikordi a Mashhad il 12 dicembre 2025 ed è stata trasferita alla prigione centrale di Zanjan. Poiché la prigione non dispone di un reparto politico dedicato, Narges sarebbe detenuta in una cella nota come “cella del braccio della morte”, dove vengono rinchiusi i condannati per reati violenti. Le segnalazioni indicano inoltre che è stata oggetto di continue vessazioni, intimidazioni e minacce da parte di altri detenuti.
Questa è la terza volta che Mohammadi viene esiliata nella prigione di Zanjan. In precedenza vi era stata trasferita il 17 maggio 2012 in seguito all’isolamento nel reparto 209 della prigione di Evin, e nuovamente il 25 dicembre 2019 dopo aver organizzato un sit-in di protesta nella prigione di Evin contro le uccisioni del novembre 2019, durante il quale è stata sottoposta a gravi percosse. La prigione di Zanjan, che registra un alto tasso di esecuzioni e non rispetta gli standard minimi, ospita circa 2.500 detenuti, compresi i minori.
Le condizioni di guerra hanno ulteriormente aggravato le già difficili condizioni della prigione. Il 31 marzo 2026, pesanti attacchi aerei sferrati dagli Stati Uniti e da Israele hanno preso di mira aree nel sud di Zanjan, a pochi chilometri dalla prigione in cui è detenuta. Narges sta attualmente scontando diverse condanne detentive per un totale di circa 18 anni.
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