01 Febbraio 2026 :
Un tribunale speciale di Feni, in Bangladesh, il 29 gennaio 2026 ha condannato a morte tre persone per l'omicidio del bambino di 10 anni Ahnaf Al Main, alias Nashit, e per averne occultato il corpo.
Il giudice del Tribunale per la Prevenzione e Repressione dei crimini contro Donne e Bambini, A.N.M. Morshed Khan, ha emesso le condanne capitali nei confronti di Ashraf Hossain Chowdhury Tushar, Mobarak Hossain alias Wasi e Omar Faruq Rifat.
Il Pubblico Ministero Shahab Uddin Ahmed ha affermato che Nashit, uno studente di quarta elementare e figlio di Main Uddin Sohag del villaggio di Joypur, nel sotto-distretto di Fulghazi, fu rapito l'8 dicembre 2024 nella zona della moschea di Baitul Khair Jame, nella città di Feni.
Ciascuno dei condannati è stato multato di 100.000 Taka e in caso di mancato pagamento dovrà scontare un anno di carcere duro.
Per aver nascosto il corpo, i condannati sono stati multati di 20.000 Taka e in caso di mancato pagamento dovranno scontare tre mesi di carcere duro.
Per il rapimento, due degli imputati sono stati condannati all'ergastolo con una multa di 20.000 Taka, con tre mesi di carcere duro in casi di mancato pagamento.
I rapitori portarono Nashit a Dewanganj, somministrandogli della droga mescolata a del succo. Gli hanno scattato delle foto e le hanno inviate al padre, chiedendo un riscatto di 1,2 milioni di Taka.
I rapitori hanno poi strangolato a morte Nashit gettando il corpo in uno stagno a Dewanganj.
Il giorno successivo, il padre di Nashit ha presentato una denuncia alla stazione di polizia di Feni.
In base a dei sospetti, la polizia ha fermato Tushar e, sulla base delle sue informazioni, ha arrestato gli altri imputati e ha recuperato il corpo di Nishat dallo stagno di Dewanganj.
Al termine delle indagini, la polizia ha presentato un atto di accusa contro i tre uomini. Dopo aver esaminato le prove e le testimonianze, il tribunale ha dichiarato tutti e tre gli imputati colpevoli e ha emesso le condanne a morte, oltre a pene aggiuntive per diversi tipi di reati.
Il procuratore generale di Feni, Mejbah Uddin Khan, e il padre della vittima hanno espresso soddisfazione per il verdetto e ne hanno chiesto la rapida esecuzione.











