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PENA DI MORTE·9 OTTOBRE 2026·7 MIN DI LETTURA

USA (Militare) - Hegseth vorrebbe trasmettere in streaming la fucilazione di Nidal Hasan

Ma non è detto che l’esecuzione venga effettuata

USA (Militare) - Hegseth vorrebbe trasmettere in streaming la fucilazione di Nidal Hasan

09/10/2026 - USA (Militare). Hegseth vorrebbe trasmettere in streaming la fucilazione di Nidal Hasan

Ma non è detto che l’esecuzione venga effettuata

Si tratterà della prima esecuzione pubblica negli Stati Uniti da quasi un secolo. La decisione di trasmetterla in diretta streaming è «senza precedenti nell’era moderna» e «su un terreno giuridico incerto», ha affermato John Mills, un avvocato che lavora con i detenuti condannati a morte.

«La gente deve capire che ci sono gravi conseguenze per questo genere di cose», ha detto il segretario alla Difesa degli Stati Uniti Pete Hegseth.

Il Pentagono ha annunciato all’inizio di questa settimana che avrebbe giustiziato Hasan nella prima esecuzione militare in oltre 60 anni.

Hasan, che oggi ha 56 anni, nato in Virginia da genitori palestinesi, era uno psichiatra dell’Esercito quando, il 5 novembre 2009, aprì il fuoco con la sua pistola d’ordinanza contro decine di militari disarmati che stavano aspettando il loro turno per delle visite mediche. Il totale delle vittime, prima che Hasan venisse ferito e disarmato, fu di 13 morti e 31 feriti. Durante l’attacco fu sentito gridate «Allahu akbar», e in seguito dichiarò di aver agito per proteggere i militanti islamici all’estero e di aver «cambiato schieramento» in quella che definì una guerra contro l’Islam. Nell’agosto 2013 una giuria popolare lo ha condannato a morte e alla destituzione dall’Esercito.

Alonzo Lunsford, un ex sergente dell’Esercito degli Stati Uniti colpito sette volte durante l’attacco, ha dichiarato al programma Today della BBC di sostenere l’esecuzione tramite plotone di esecuzione come metodo «adeguato» a ciò che Hasan ha fatto.

Non ritiene che tutti debbano poter assistere alla diretta streaming, preoccupato per il messaggio che ciò potrebbe trasmettere ai giovani, ma sostiene che sia importante che a coloro che sono stati colpiti dalla sparatoria venga data questa opportunità.

«Per quanto riguarda le famiglie delle vittime e dei sopravvissuti, nonché i sopravvissuti stessi, sì, penso che dovremmo poterlo vedere senza censure».

Lunsford afferma di voler assistere all’esecuzione e, prima che premano il grilletto, vuole che Hasan lo guardi negli occhi. «Voglio che sappia di aver fallito. Io sono ancora qui».

Hegseth ha dichiarato in un’intervista all’emittente televisiva conservatrice Real America’s Voice che Hasan «sarà giustiziato da un plotone di soldati. Come è giusto che sia».

Alla domanda se Hasan avesse espresso qualche ultima volontà o contattato il presidente Donald Trump, Hegseth ha risposto: «Non mi interessa. Lo vedremo il 3 dicembre».

Sebbene lo scorso anno si siano registrate oltre 2.700 esecuzioni in 17 paesi, solo due paesi le hanno eseguite pubblicamente: nel 2025 sono state effettuate undici esecuzioni pubbliche in Iran e altre sei in Afghanistan.

La Conferenza dei vescovi cattolici degli Stati Uniti ha condannato la decisione di trasmettere in diretta streaming l’esecuzione di Hasan, esprimendo «sconcerto e grande dolore» in una dichiarazione.

Secondo il diritto militare, un’esecuzione militare richiede l’approvazione del presidente degli Stati Uniti. Richiede inoltre un riesame in appello, in cui un tribunale di grado superiore esamina la decisione, e un giudizio definitivo sulla sua legalità per poter procedere.

Il processo d’appello per Hasan non è ancora concluso, ha affermato Mills, ed è probabile che egli chieda la revisione della sua condanna presso un tribunale federale, il che probabilmente sospenderebbe l’esecuzione. Pertanto, Mills ha dichiarato che sarebbe sorpreso se l’esecuzione avesse luogo.

«Cercare di trasmetterla in diretta streaming, un’esecuzione tramite plotone di esecuzione, non è altro che un tentativo da parte dell’amministrazione Trump di attirare l’attenzione ed è improbabile che avvenga, tanto meno che possa rappresentare una parvenza di giustizia», ha aggiunto.

Alcuni stati richiedono una qualche forma di pubblico alle esecuzioni. Molti stati richiedono la presenza di giornalisti, e la persona che deve essere giustiziata può invitare delle persone. Altri consentono anche a persone comuni di offrirsi come testimoni.

Secondo gli esperti, non esistono precedenti noti di trasmissioni in diretta di un'esecuzione capitale. L'esecuzione di Timothy McVeigh, autore dell'attentato di Oklahoma City, avvenuta nel 2001, fu resa accessibile ai familiari delle vittime tramite un circuito televisivo chiuso, ma non fu trasmessa pubblicamente.

«Non c’è mai stata un’esecuzione trasmessa in diretta streaming», afferma Deborah Denno, docente di diritto alla Fordham University, che ha studiato i metodi di esecuzione negli Stati Uniti.

Un’esecuzione trasmessa in diretta streaming «imporrebbe un livello di trasparenza che probabilmente non abbiamo mai visto prima in questo Paese», sostiene.

«Più della metà del Paese è favorevole alla pena di morte – anche se il sostegno è in calo – e si potrebbe sostenere che “se volete la pena di morte, allora vi mostreremo come viene eseguita in questo Paese”. E la gente dovrebbe rendersi conto esattamente di ciò che sta accadendo, in un modo che molti ignorano».

Denno sottolinea che ci sono aspetti importanti da considerare per una trasmissione in diretta, come ad esempio se debba essere soggetta a limiti di età e se possa contravvenire alle politiche della piattaforma online che la ospita.

Il governo statunitense non aveva eseguito alcuna condanna a morte per 17 anni fino all’ultimo anno del primo mandato presidenziale di Trump, quando ha effettuato una serie di 13 esecuzioni. Al suo ritorno alla presidenza, Trump ha rapidamente revocato la moratoria sulle esecuzioni federali imposta dal suo predecessore Joe Biden.

L’ultima esecuzione militare nel Paese ebbe luogo nel 1961, quando un soldato semplice dell’Esercito fu impiccato dopo essere stato condannato per lo stupro di una ragazzina austriaca di 11 anni. L’esecuzione fu autorizzata dall’allora presidente Dwight D. Eisenhower e avvenne nonostante la famiglia della vittima avesse chiesto clemenza al suo successore, John F. Kennedy.

L’ultima esecuzione militare mediante plotone d’esecuzione ebbe luogo nel gennaio 1945, quando un giovane disertore, Eddie Slovik, fu fucilato durante gli ultimi mesi della Seconda guerra mondiale.

In realtà, come ha detto parzialmente la professoressa Deborah Denno, l’idea che le esecuzioni dovrebbero essere “aperte al pubblico” e possibilmente trasmesse in televisione è un vecchio cavallo di battaglia degli abolizionisti, convinti che molte persone continuino a dirsi favorevole alla pena di morte perché ne fanno una questione “teorica”, e che una volta messe davanti alla brutalità del gesto cambierebbero posizione. Ovviamente né Trump né Hegseth hanno a cuore le posizioni degli abolizionisti, e credono invece che un gesto così terribile porti loro consenso politico. Trump in particolare, dopo aver fatto giustiziare 13 detenuti federali negli ultimi mesi prima della scorsa campagna elettorale (quella del 2020, che poi perse contro Biden), all’avvicinarsi delle elezioni di “midterm” di novembre, non potendo far giustiziare altri detenuti federali, che sono stati quasi tutti graziati da Biden (e quelli non graziati non sono ancora definitivi) ha “pescato” nuove vittime in un altro settore “federale”, quello della giustizia militare. La giustizia militare ha “solo” 4 uomini nel braccio della morte (nessuna donna), e non potrà fornire molto carburante alla campagna elettorale di Trump, ma intanto, certamente, la scelta di Nidal Hasan, un palestinese che ha ucciso soldati americani al grido di Allāhu akbar sembra perfetta da annunciare subito prima delle elezioni di Midterm. Molti osservatori ritengono che le prossime elezioni di midterm possono privare Trump della leggera maggioranza repubblicana che attualmente ha in parlamento, e indebolirlo fortemente.

Il 3 novembre le elezioni di midterm porteranno al rinnovo dell’intera Camera dei Rappresentanti, di circa un terzo del Senato, di 36 governatori, e oltre 6.000 parlamentari degli stati, dirigenti locali e giudici statali.

Le esecuzioni di “militari” sono estremamente rare perché è prassi che i Presidenti non insistano per fissare una data, ritenendo che il fatto che i condannati avessero comunque “servito lo stato” meriti loro, se non un provvedimento vero e proprio di clemenza, almeno un gesto di clemenza “per omissione”, ossia non fissando una data. (Nota di NtC)

— FONTI
  • (Fonte: BBC News)
  • https://www.bbc.com/news/articles/cmy0r96xygx6o