01 Gennaio 2026 :
01/01/2026 - IRAN. Rapporto sul quarto giorno di proteste: Espansione delle manifestazioni e inasprimento della repressione
Le proteste economiche e gli scioperi in Iran sono proseguiti per il quarto giorno consecutivo, caratterizzati da una forte presenza delle forze di sicurezza a Teheran, e da raduni di protesta da parte dei cittadini in altre città, tra cui Isfahan, Fasa, Kuhdasht, Hamedan, Aligudarz, Genaveh, Dorud, Baghmalek e Kermanshah. I rapporti indicano il continuo dispiegamento diffuso delle forze dell'ordine e di sicurezza nelle aree urbane, arresti continui di cittadini, un'atmosfera di sicurezza intensificata, spari e scontri violenti in alcune località.
Le proteste iniziate il primo giorno con raduni e scioperi dei commercianti dei bazar di Teheran sono state riportate ieri, 31 dicembre, al quarto giorno, accompagnate da un giro di vite sulla sicurezza in alcuni quartieri di Teheran e da raduni di protesta in diverse province.
Il contesto delle proteste
Le proteste in corso hanno preso forma nel contesto di una crisi economica sempre più profonda e sfaccettata in Iran, caratterizzata da un'impennata senza precedenti dei tassi di cambio, dalla forte svalutazione della moneta nazionale, da un'inflazione persistente, da una prolungata stagnazione del mercato, dal calo del potere d'acquisto, dalla crescente incapacità dei commercianti di sostenere l'attività economica e da una diffusa incertezza sui futuri mezzi di sussistenza.
Secondo i dati ufficiali, il dollaro americano ha superato i 140.000 toman negli ultimi giorni, insieme alle segnalazioni di una massiccia fuga di capitali dal mercato azionario. Il forte calo degli indici di mercato e il movimento di capitali verso i mercati paralleli, come quello della valuta e dell'oro, sono stati citati come segnali di una crescente sfiducia nella stabilità economica. Questa situazione ha portato a diffuse chiusure di negozi, scioperi di mercato e alla formazione di raduni di protesta in tutto il Paese.
Geografia delle proteste
Sulla base delle informazioni raccolte, i video pubblicati il quarto giorno mostrano il dispiegamento di forze e attrezzature antisommossa e misure di controllo della folla in Valiasr Street, all'incrocio con Imam Khomeini Street a Teheran, e nelle strade della città di Qods.
Nelle province, le proteste hanno continuato a diffondersi. I rapporti indicano assembramenti davanti all'Ufficio del Governatore della Contea di Fasa in via Jomhouri, in piazza Naqsh-e Jahan a Isfahan, così come a Kuhdasht, in via Nobahar a Kermanshah, Aligudarz, Dorud, Genaveh, Baghmalek e Hamedan. Un video pubblicato da Kuhdasht mostra scontri tra manifestanti e forze dell'ordine e di sicurezza. Inoltre, i negozianti di piazza Ahmadabad e di via Yakhchal a Isfahan si sono rifiutati di svolgere le loro attività e hanno scioperato.
Le università si uniscono alle proteste degli studenti
Nel quarto giorno di proteste, i video pubblicati hanno mostrato la continuazione delle proteste studentesche presso l'Università di Tecnologia di Isfahan per il secondo giorno consecutivo. Il filmato mostra un gruppo di studenti che marciano e cantano slogan nel campus universitario.
Metodi di protesta e slogan
Il quarto giorno di proteste è stato caratterizzato da una combinazione di scioperi, raduni e marce per strada. I commercianti dei bazar hanno svolto un ruolo centrale nel sostenere le proteste, chiudendo i loro negozi e invitando gli altri commercianti a scioperare. Secondo i video verificati, in varie località si sono sentiti slogan come “Morte al dittatore”, “Onorevoli commercianti di bazar, sostegno, sostegno”, “Donna, Vita, Libertà” e “Uomo, Patria, Prosperità”.
Azioni delle forze dell'ordine e dettagli sulla violenza
I rapporti indicano che in diverse aree le forze dell'ordine e di sicurezza hanno utilizzato gas lacrimogeni per disperdere i manifestanti. Nella Contea di Fasa, le proteste dei cittadini sono degenerate in violenza in seguito all'intervento delle forze dell'ordine e di sicurezza. Le immagini pubblicate mostrano agenti che sparano verso i manifestanti. Il capo della magistratura di Fasa ha dichiarato che tre agenti delle forze dell'ordine sono stati feriti.
Arresti e pressione della sicurezza
Durante le proteste di ieri sera e le manifestazioni di ieri, almeno 16 cittadini sono stati arrestati. HRANA ha riferito dell'arresto di Sultan Emamkhah, Amir Mehdi Razm, Abolfazl Jafsh e Abolfazl Ashnoud nella Contea di Behbahan per aver lanciato un appello ai cittadini a partecipare alle proteste. Tra loro, Sultan Emamkhah è stato rilasciato. L'agenzia di stampa Tasnim ha anche citato una fonte informata del Ministero dell'Intelligence che ha dichiarato che sette cittadini sono stati arrestati, affermando che “questi individui erano affiliati a gruppi di opposizione e intendevano rendere violente le proteste”.
Inoltre, il capo della magistratura di Fasa ha dichiarato che durante gli scontri tra le forze dell'ordine e di sicurezza e i manifestanti davanti all'ufficio del governatore della contea, sono stati arrestati quattro cittadini che protestavano. Alcuni canali vicini alle istituzioni di sicurezza hanno riferito che uno degli arrestati è una donna di 27 anni.
Separatamente, un video che circola sui social media mostra la persona che riprende mentre denuncia l'arresto di un cittadino da parte delle forze di sicurezza in borghese nel bazar di Teheran e invita gli altri a intervenire per impedire l'arresto. Non sono disponibili informazioni sulla data di registrazione del video.
Reazioni dei funzionari e dei media statali
In risposta alle proteste, l'agenzia di stampa Mehr ha descritto il raduno dei cittadini nella contea di Fasa come una “sommossa” e ha affermato in un rapporto che non sono state utilizzate armi militari per reprimere i manifestanti, dichiarando che la situazione a Fasa era calma. Il canale ufficiale Sabrin News ha anche affermato che gli agenti hanno utilizzato armi da lancio con munizioni a pallini di plastica per disperdere le persone vicino all'ufficio del governatore.
Nel frattempo, il Governatore della Provincia di Teheran ha affermato che la politica della polizia è stata improntata alla moderazione e che i cittadini non sono stati arrestati per aver protestato. Mohammad Sadegh Motamedian ha affermato che le azioni della polizia sono state intraprese solo in casi limitati, a seguito di blocchi stradali e scontri minori, e che non è stata ancora compilata una valutazione precisa del numero di detenuti.






