Zabihollah Mahrami, 59 anni, cittadino iraniano di fede Bahai, è morto nella sua cella
Zabihollah Mahrami, 59 anni, cittadino iraniano di fede Bahai, è morto nella sua cella
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Zabihollah Mahrami, 59 anni, cittadino iraniano di fede Bahai, è morto nella sua cella per motivi sconosciuti, 10 anni dopo essere stato imprigionato da Teheran per abbandono dell’Islam, rende noto la Comunità Internazionale Bahai.
Nel gennaio 1996, Mahrami era stato condannato a morte dal Tribunale Rivoluzionario, ma la condanna era stata poi commutata in ergastolo in seguito alle proteste internazionali.
“La sua morte è uno dei segnali di una nuova ondata persecutoria in Iran”, ha dichiarato l’ufficio della Comunità presso le Nazioni Unite, secondo cui sono almeno 59 i Bahai arrestati, detenuti o imprigionati dall’inizio del 2005.
La religione Bahai, una diramazione dell’Islam, è nata in Iran 150 anni fa. I fedeli sarebbero cinque milioni in 191 nazioni, compresi migliaia in Iran, dove quella Bahai è considerata ufficialmente una “setta fuorviante e ostinata”.
Mahrami sarebbe deceduto il 15 dicembre nella prigione di Yazd, dove sarebbe stato costretto a svolgere un duro lavoro fisico e sarebbe stato costantemente minacciato di morte, ha detto Bani Dugal, principale rappresentante Bahai presso le Nazioni Unite.
“Non ci dovrebbero essere più dubbi che le autorità iraniane hanno una manifesta responsabilità per la morte di questo uomo innocente, la cui sola colpa è stata credere nella fede Bahai”, ha detto Dugal.
Mahrami era un funzionario civile che, come molti altri Bahai, aveva perso il posto di lavoro dopo la Rivoluzione del 1979. Sono più di 200 i Bahai uccisi e centinaia quelli imprigionati dal 1978, sostiene il Gruppo.
Arrestato nel 1995 con l’accusa di apostasia, Mahrami era stato condannato a morte l’anno successivo, provocando le proteste del Parlamento Europeo e di numerosi governi, compresi quelli di Australia, Brasile, Canada, Francia, Germania, Regno Unito e Stati Uniti.
Le autorità iraniane avevano in seguito detto che la condanna a morte fosse dovuta a spionaggio in favore di Israele, piuttosto che a motivi legati alla religione.
La condanna a morte era stata comunque ritirata nel 1999.
Nel gennaio 1996, Mahrami era stato condannato a morte dal Tribunale Rivoluzionario, ma la condanna era stata poi commutata in ergastolo in seguito alle proteste internazionali.
“La sua morte è uno dei segnali di una nuova ondata persecutoria in Iran”, ha dichiarato l’ufficio della Comunità presso le Nazioni Unite, secondo cui sono almeno 59 i Bahai arrestati, detenuti o imprigionati dall’inizio del 2005.
La religione Bahai, una diramazione dell’Islam, è nata in Iran 150 anni fa. I fedeli sarebbero cinque milioni in 191 nazioni, compresi migliaia in Iran, dove quella Bahai è considerata ufficialmente una “setta fuorviante e ostinata”.
Mahrami sarebbe deceduto il 15 dicembre nella prigione di Yazd, dove sarebbe stato costretto a svolgere un duro lavoro fisico e sarebbe stato costantemente minacciato di morte, ha detto Bani Dugal, principale rappresentante Bahai presso le Nazioni Unite.
“Non ci dovrebbero essere più dubbi che le autorità iraniane hanno una manifesta responsabilità per la morte di questo uomo innocente, la cui sola colpa è stata credere nella fede Bahai”, ha detto Dugal.
Mahrami era un funzionario civile che, come molti altri Bahai, aveva perso il posto di lavoro dopo la Rivoluzione del 1979. Sono più di 200 i Bahai uccisi e centinaia quelli imprigionati dal 1978, sostiene il Gruppo.
Arrestato nel 1995 con l’accusa di apostasia, Mahrami era stato condannato a morte l’anno successivo, provocando le proteste del Parlamento Europeo e di numerosi governi, compresi quelli di Australia, Brasile, Canada, Francia, Germania, Regno Unito e Stati Uniti.
Le autorità iraniane avevano in seguito detto che la condanna a morte fosse dovuta a spionaggio in favore di Israele, piuttosto che a motivi legati alla religione.
La condanna a morte era stata comunque ritirata nel 1999.
— FONTI
- (Fonti: Reuters, 19/12/2005)
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