NIGERIA: CONDANNATA A MORTE PER L'OMICIDIO DEL NEO MARITO

Una sposa diciannovenne, Saudat Jibrin, è stata condannata all’impiccagione il 30 luglio 2026 nello Stato nigeriano di Kano per aver ucciso il suo neo marito, Salisu Idris, nove giorni dopo le nozze.
Saudat, residente nell’area del Governo Locale di Kumbotso, è stata arrestata dalla polizia nel maggio 2025 con l'accusa di omicidio e riconosciuta colpevole dal giudice Maryam Sabo dell'Alta Corte statale di Miller Road a distanza di 14 mesi dal delitto.
Il giudice ha affermato che l'accusa, condotta dal pubblico ministero Lamido Abba Sorondinki, ha provato la colpevolezza dell'imputata oltre ogni ragionevole dubbio.
Nella sua sentenza, il giudice Sabo ha affermato che la pena massima prevista per il crimine è necessaria per fungere da deterrente, precisando tuttavia che l'imputata ha diritto di presentare appello entro 90 giorni dalla data della sentenza.
L'accusa aveva dichiarato in tribunale che "intorno alle 21:00, l'imputata avrebbe versato nella bevanda "Zobo" del marito una sostanza nociva prima di tagliargli la gola con un coltello".
L'accusa aveva chiamato a deporre due testimoni durante il processo, durato 14 mesi, per dimostrare la colpevolezza dell'imputata. L'accusa sosteneva che il reato contravvenisse all'articolo 221(a) del Codice Penale.
L'avvocato difensore, Abdulfatah Muhammad, ha chiesto al tribunale di mostrare clemenza, sostenendo che la sua cliente aveva subito un significativo cambiamento durante la detenzione.
Muhammad ha dichiarato al tribunale che Jibrin aveva memorizzato il Sacro Corano durante la sua detenzione e ha chiesto clemenza, sottolineando che è la primogenita dei suoi genitori e che i suoi fratelli minori dipendono da lei.
Nel frattempo, il Procuratore Generale e Commissario per la Giustizia dello Stato di Kano, l'avvocato Abdulkarim Kabiru Maude, ha elogiato l'accusa, aggiungendo che la sentenza rappresenta una pietra miliare significativa, che contribuirà a rafforzare ulteriormente l'amministrazione della giustizia penale nello Stato di Kano.
In un post sul suo profilo social, il Commissario ha elogiato il pubblico ministero Lamido Abba Sorondinki per la professionalità, la diligenza e la dedizione dimostrate durante tutto il procedimento.
"Questa condanna è un'ulteriore chiara dimostrazione della nostra determinazione a garantire che chiunque violi la legge sia chiamato a risponderne, indipendentemente dal suo status o dalle circostanze.
"Restiamo fermi nel nostro impegno a sostenere lo stato di diritto, a proteggere i diritti dei cittadini rispettosi della legge e a garantire che giustizia sia fatta in ogni caso meritevole. Sotto la guida lungimirante di Sua Eccellenza Abba Kabir Yusuf (Il Governatore di Kano, NdT) continueremo a rafforzare il settore della giustizia in linea con l'Agenda Kano First", ha concluso il Procuratore Generale.
- (Fonte: The Guardian, 31/07/2026)
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