USA - Uno studio del Brennan Center for Justice della New York University nega che la pena di morte abbia potere deterrente
USA - Uno studio del Brennan Center for Justice della New York University nega che la pena di morte abbia potere deterrente
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Uno studio del Brennan Center for Justice della New York University nega che la pena di morte abbia potere deterrente. Lo studio ha esaminato le diverse possibili cause del forte calo del tasso di criminalità che si è avuto negli Stati Uniti a partire dagli anni ’90. “Empiricamente, la pena di morte è così infrequente perché i suoi effetti sul calo del tasso criminale possa essere misurato. Da un punto di vista criminologico l’esistenza e l’uso della pena di morte potrebbero non aver creato minimamente quell’effetto deterrente che i legislatori si aspettavano”. Secondo gli autori dello studio, chi commette crimini di solito non si preoccupa in anticipo delle conseguenze dei propri atti, soprattutto quando queste conseguenze sono applicate raramente, come nel caso della pena di morte. “Gran parte della ricerca psicologica e sociologica suggerisce che molti atti criminali hanno moventi passionali o di odio basati su circostanze immediate, e chi li compie probabilmente non valuta le conseguenze a lungo termine, come l’arresto, la condanna, o la condanna a morte”. Lo studio termina con la seguente dichiarazione: “In continuità con la nostra ricerca precedente, l’analisi empirica del Brennan Center ritiene che non ci siano prove che le esecuzioni abbiano avuto qualche rilievo nel calo del tesso di criminalità che si è registrato a partire dalgli anni ’90. Questo calo è piuttosto attribuibile a vari cambiamenti sociali e a cambiamenti di strategia, con l’aumento del tasso di detenzione che non ha avuto conseguenze positive negli anni 2000, e solo un effetto minimo negli anni ‘90”.
— FONTI
- (Fonti: DPIC, 02/03/2015).
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