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Oklahoma

USA - Oklahoma. Clayton Lockett muore al termine di una esecuzione travagliata.

USA - Oklahoma. Clayton Lockett muore al termine di una esecuzione travagliata.

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Clayton Lockett muore al termine di una esecuzione travagliata. L’esecuzione di Lockett, 38 anni, nero, è iniziata alle 18.23 ora locale con l’immissione in vena di una dose di 100 mg. di  Midazolam, il 1° dei tre farmaci del protocollo in vigore. 10 minuti dopo, alle 18.33, un medico ha certificato che Lockett era in stato di incoscienza. 3 minuti dopo, durante la somministrazione del 2° farmaco, il vecuronium bromide, l’uomo ha iniziato a respirare pesantemente, a contorcesi sulla barella, e stringendo i denti si è sforzato di alzare la testa dal cuscino. Dopo circa 3 minuti, il medico ha sollevato il lenzuolo che copriva il corpo di Lockett per esaminare l’ago dell’endovenosa, che a quanto pare era stato inserito in una vena dell'inguine. Subito dopo un agente che era all’interno della camera della morte ha abbassato le tende per escludere i testimoni dagli eventi successivi. In una conferenza stampa il funzionario che presiedeva all’esecuzione, Robert Patton, direttore dell’Amministrazione Penitenziaria, ha detto di essere intervenuto su imput del medico che aveva appurato che l’ago dell’endovenosa era uscito dalla vena, e quindi i farmaci non stavano entrando regolarmente in circolo. Dopo una serie di telefonate, Patton, ha sospeso l’esecuzione circa 20 minuti dopo il suo inizio, dopo che comunque tutti e 3 i farmaci erano stati iniettati. Nel racconto di Patton, Lockett è rimasto incosciente, ed è stato dichiarato morto alle 19.06 per arresto cardiaco. Il difensore di Lockett, David Autry, ha detto: “É stata una cosa orribile da vedere, un’esecuzione completamente sbagliata. Avrebbero dovuto prevedere possibili problemi con un protocollo di esecuzione mai sperimentato prima, e invece tutto è andato male dall’inizio alla fine. Interrompere l’esecuzione ovviamente non ha certamente fatto del bene a Lockett”. Dopo le notizie provenienti dalla camera della morte, tra l’altro diffuse rapidamente attraverso Twitter dai giornalisti che assistevano all’esecuzione, la governatrice Mary Fallin ha ordinato il rinvio di 14 giorni della seconda esecuzione prevista in serata, quella di Charles Warner, chiedendo contemporaneamente all’Amministrazione Penitenziaria di chiarire le cause del difettoso svolgimento dell’esecuzione di Lockett. L’avvocato Audry è scettico sulla versione ufficiale fornita dal direttore dell’amministrazione penitenziaria: “Non sono un medico, ma il signor Lockett non era qualcuno le cui vene potevano essere compromesse. Era in ottima forma, aveva braccia forti, e vene molto prominenti. Tra l’altro pensavo che la dose di 100 milligrammi di Midazolam fosse una overdose sufficiente da sola a causare la morte di Lockett”. Era la prima volta che l’Oklahoma usava il Midazolam. Il Midazolam viene usato in Florida, ma in dosi da 500 milligrammi. Lockett era accusato di aver ucciso nel 1999, durante un furto in abitazione, Stephanie Nieman, 19 anni. Warden avrebbe dovuto essere giustiziato 2 ore dopo nella stessa camera della morte e sulla stessa barella. Lockett e Warner avevano contestato in sede civile il nuovo protocollo di esecuzione sia per il fatto che non era mai stato sperimentato, sia per il fatto che la fonte dei farmaci viene tenuta segreta. Avevano ottenuto a più riprese dei rinvii delle esecuzioni fino a quando, il 23 aprile (vedi) la Corte Suprema di stato aveva dichiarato “non incostituzionale tenere riservata la fonte dei farmaci letali”. Lockett diventa il 3° giustiziato di quest’anno in Oklahoma, il 111° da quando il Oklahoma ha ripreso le esecuzioni nel 1990, il 20° dell’anno negli USA, e il giustiziato n° 1379 da quando, il 17 gennaio 1977, gli Stati Uniti hanno ripreso le esecuzioni.
FONTI
  • (fonti: Associated Press & NtC, 29/04/2014)