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USA - Oklahoma. Ancora molti segreti sull'esecuzione di Lockett.

USA - Oklahoma. Ancora molti segreti sull'esecuzione di Lockett.

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Ancora molti segreti sull'esecuzione di Lockett. Una inchiesta condotta dal quotidiano Tulsa World, e una autopsia indipendente condotta per conto di un gruppo di condannati a morte rilevano che alcuni aspetti rilevanti della esecuzione difettosa di Clayton Lockett il 29 aprile non sono ancora stati chiariti. Come è noto, è ormai dato per certo che il malfunzionamento principale sia stato che l’ago dell’endovena, inserito nella femorale all’altezza dell’inguine, ha perforato la vena, ed ha rilasciato il cocktail letale nel muscolo e non nel flusso sanguigno. Tulsa World ritiene che un aspetto rilevante sia stato il fatto che il protocollo di esecuzione dell’Oklahoma non prevede la predisposizione, prima di una esecuzione, di una seconda dose, o comunque di una procedura di emergenza. In altri stati una procedura di emergenza è prevista. Quando la procedura è stata sospesa perché ci si è resi conto che parte dei farmaci letali non erano entrati in vena ma erano stati dispersi nel tessuto muscolare, l’Amministrazione Penitenziaria ha sospeso l’esecuzione, ed ha chiuso le tende della camera della morte. Non si sa cosa sia successo nei 22 minuti successivi, quando poi alla fine è stata dichiarata la morte di Lockett. Il sospetto è che i 22 minuti intercorsi possano essere stati di dolorosa agonia. Se fosse stata disponibile una procedura di emergenza, l’esecuzione invece di essere sospesa, avrebbe potuto continuare. Tra l’altro, la procedura di emergenza avrebbe dovuto essere ancora più importante considerato che erano prevedibili problemi durante l’esecuzione di Lockett, che era noto soffrisse di una patologia che aveva danneggiato le vene. L’ufficio della governatrice Mary Fallin era stata avvertita, almeno un’ora prima dell’inizio dell’esecuzione, che avrebbero potuto esserci complicazioni nell’individuare una vena adatta. La governatrice, secondo un portavoce, aveva lasciato che fosse l’Amministrazione Penitenziaria a decidere se proseguire o meno con l’esecuzione. Sempre l’indagine del Tulsa World ha notato che il rapporto ufficiale mandato da Robert Patton, direttore dell’Amministrazione Penitenziaria, alla governatrice, indica la presenza di un “flebotomista che ha cercato un buon punto di ingresso per l’endovena su braccia, gambe e piedi, senza trovarlo”. Il rapporto continua con: “il dottore ha poi esplorato l’area inguinale”, ma questa frase non indica chi materialmente abbia inserito l’ago. Oltre al fatto che l’identità del flebotomista viene tenuta riservata, il problema principale sembra essere un altro: se l’Amministrazione ha fatto inserire l’ago ad un flebotomista, o ha chiesto al flebotomista di aiutare ad inserire l’ago, ha violato il proprio protocollo. Il protocollo infatti, nella sua ultima versione aggiornata il 14 aprile, richiede che l’Amministrazione incarichi un “paramedico EMT (paramedico specializzato come Emergency medical technician) o persona con qualifica equivalente e con esperienza nell’inserimento di endovenose”. In Oklahoma, secondo Karen Holmes, direttrice presso il Tulsa Community College dei programmi di tecnologia di laboratorio e di flebotomologia, i flebotomisti non sono paramedici, il loro albo professionale non è regolamentato, e non hanno esperienza specifica nell’inserimento di endovenose. A questa contestazione un portavoce della governatrice Fallin, Alex Weintz, ha detto: “Ci è stato detto che era stato un flebotomista ad inserire l’endovenosa”. Quando Tulsa World ha chiesto a funzionari dell’Amministrazione Penitenziaria di verificare se all’esecuzione era presente un flebotomista come detto nel rapporto di Patton. Il portavoce dell’Amministrazione Jerry Massie ha risposto che la persona incaricata era effettivamente un paramedico EMT, come richiesto dal protocollo. Ovviamente anche questa dichiarazione non può essere verificata dalla stampa perché la legge permette all’Amministrazione Penitenziaria di tenere riservate tutte le identità delle persone che partecipano ad una esecuzione. Tulsa World ha poi scoperto che nella biografia professionale di Patton quella di Lockett non è la prima esecuzione contestata. Prima di lavorare per l’amministrazione dell’Oklahoma, Patton era stato responsabile delle esecuzioni in Arizona. In una azione giudiziaria intentata contro l’amministrazione penitenziaria di quello stato da un gruppo di condannati a morte, Patton nel 2011 aveva ammesso di non aver mai verificato se qualcuno del team per le esecuzioni avesse la qualifica o l’esperienza necessaria per inserire l’endovenosa nella vena femorale, come richiesto dal protocollo dell’Arizona. Nel corso di quell’azione giudiziaria un esperto che esaminò le cartelle cliniche di 5 giustiziati dichiarò che 4 delle 5 endovenose effettuate sulla vena femorale erano “improprie”. Il capo del team medico che effettuava le esecuzioni spiegò nella sua deposizione che “con ogni esecuzione probabilmente impariamo un po’ di più sul corso naturale dell’effettuare una esecuzione”. Oltre alla inchiesta del Tulsa World, oggi sono stati resi noti i risultati di una autopsia privata condotta il 14 maggio sul corpo di Lockett dal patologo forense dr. Joseph Cohen per conto di alcuni detenuti del braccio della morte dell’Oklahoma. Il dr. Cohen ha smentito quella che fu la prima spiegazione fornita dall’Amministrazione, ossia che le vene di Lockett avevano collassato causando il cattivo assorbimento dei farmaci letali. Per il dr. Cohen le vene erano in ottime condizioni, e l’autopsia ha notato tentativi di inserire l’ago in entrambe le braccia e in entrambe i lati dell’inguine. Secondo il dr. Cohen la procedura è stata la più rischiosa, difficile e dolorosa per il detenuto. Il dr. Cohen ha detto di essere in attesa di poter esaminare i documenti dell’autopsia effettuata dallo stato, e di un’altra autopsia effettuata, sempre per conto dello stato dell’Oklahoma, dal patologo forense della Dallas County (Texas). Il Dr. Cohen inoltre vorrebbe avere copia delle linee guida e dello procedure che hanno preceduto l’esecuzione, e un diario completo delle ore prima dell’esecuzione.
FONTI
  • (Fonti: KGOU news, Tulsa World, 13/06/2014)