USA - Non tutti i medici contrari a partecipare alle esecuzioni
USA - Non tutti i medici contrari a partecipare alle esecuzioni
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In un editoriale pubblicato sul “Physician News”, sito internet della comunità di medici e paramedici, viene commentata l’esecuzione in Oklahoma di Lockett, e affrontato il tema della partecipazione o meno dei medici alle esecuzioni. Riassumendo anche un articolo del New York Times, l’editoriale ricorda la serie di imprevisti che ha minato l’esecuzione, e il fatto che ancora non è stata elaborata una analisi ufficiale di cosa non ha funzionato. Partendo dalla dichiarazione di Richard Dieter, direttore del DPIC secondo cui “Stasera qualcuno è stato ucciso dall'incompetenza. Questo potrebbe portare alla sospensione delle esecuzioni fino a quando gli stati non saranno in grado di dimostrare di poter operare senza problemi”. Tra i dibattiti che si svilupperanno, uno riguarda sicuramente il ruolo dei medici nelle esecuzioni. È una cosa etica? La presenza di un medico dovrebbe essere obbligatoria? Un medico che partecipa alle esecuzioni deve avere una formazione particolare? Chi deve convalidare la scelta di un medico per le esecuzioni? La American Medical Association sostiene che un medico, in quanto membro di una professione dedita a salvaguardare la vita, non dovrebbe partecipare in una esecuzione. Il New York Times invece ha raccolto dichiarazioni di esperti che coprono un vasto arco di posizioni. Per Sidney Wolf, fondatore del Public Citizen's Health Research Group ha detto: “É una brutta cosa che un medico, per negligenza o ignoranza, abbia un ruolo nel causare la morte di un paziente. Ma è reprensibile che un medico partecipi deliberatamente, in qualsiasi modo, all'uccisione intenzionale di un altro essere umano”. Ty Alper, professore della facoltà di legge dell’Università della California a Berkeley, ha detto: “Sono d’accordo con chi sostiene che le corti dovrebbero rendere obbligatoria la partecipazione di personale medico, compresi i medici, competente e qualificato durante le procedure di esecuzione. Bravi medici possono garantire che, se una esecuzione deve essere effettuata, l’individuo non abbia a soffrire inutilmente”. Neil Farber, professore di medicina alla University of California, a San Diego, ha detto: “Contrariamente a quella che sembrerebbe una chiara responsabilità etica e professionale il rifiutarsi di collaborare all'uccisione di qualcuno, molti medici non solo approvano tale coinvolgimento, ma lo vedono come un dovere”.
— FONTI
- (Fonti: PhysiciansNews.com, 01/05/2014)
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