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USA - Il Washington Post critica i ritardi del Congresso sull'esecuzione di Leal e gli altri casi dei messicani condannati a morte

USA - Il Washington Post critica i ritardi del Congresso sull'esecuzione di Leal e gli altri casi dei messicani condannati a morte

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In un editoriale non firmato, quindi attribuibile alla Direzione, il Washington Post  ricostruisce la storia dell’esecuzione di Humberto Leal (vedi Texas 7 luglio) ed esorta il Congresso a “non metterci altri 7 anni prima di affrontare la situazione”. L’editoriale riscostruisce la serie di ricorsi, soprattutto quello presentato dall’amministrazione Obama, che chiedeva un rinvio per far approvare una nuova legge che regolasse meglio come un accordo internazionale sottoscritto dal governo federale debba essere accolto anche dai singoli governi statali. L’editoriale trova formalmente ineccepibile la risposta della Corte Suprema che, a stretta maggioranza aveva respinto la richiesta di rinviare l’esecuzione, dicendo che compito della Corte Suprema è valutare le leggi esistenti, non quelle “eventuali e future”. L’editoriale però trova molto ragionevole anche la linea dei 4 giudici che avevano votato in dissenso, notando che in fin dei conti quello che veniva chiesto, un rinvio, non era una cosa impossibile. Ma in conclusione l’editoriale trova che la responsabilità maggiore sia proprio del governo di Washington, che da quando nel 2004 ricevette l’ordine della Corte Penale Internazionale dell’Aja di rivedere tutti i casi dei condannati a morte di nazionalità straniera nelle proprie carceri, “non ha evidentemente sentito l’urgenza di provvedere”.
FONTI
  • (fonti: Washington Post, 13/07/2011)