USA - Il FBI riconosce formalmente di aver fornito dati di laboratorio sbagliati (a favore dell’accusa) in almeno 32 casi di pena di morte.
USA - Il FBI riconosce formalmente di aver fornito dati di laboratorio sbagliati (a favore dell’accusa) in almeno 32 casi di pena di morte.
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Il FBI riconosce formalmente di aver fornito dati di laboratorio sbagliati (a favore dell’accusa) in almeno 32 casi di pena di morte. Si tratta di una questione aperta da tempo (vedi 07/05/2013, 17/07/2013, 11/08/2013, 16/07/2014, 17/09/2014 e 20/09/2014). Il 20 settembre 2014 (vedi) il Ministero della Giustizia statunitense aveva pubblicato il 3° rapporto, in ordine temporale, sulle irregolarità compiute della Criminal Division Task Force, CDTF), una struttura interna al FBI creata nel 1996, sulla quale nel corso degli anni si sono addensati sospetti per via di analisi scientifiche non accurate o manipolate, e testimonianze rese in aula da alcuni agenti o analisti di laboratorio anche in questo caso inaccurate o manipolate. Erano stati esaminati con particolare attenzione i casi trattati del Lab's Hairs and Fibers Unit (Unità del laboratorio di capelli, peli e fibre) la cui condotta risultava particolarmente problematica. Oggi, in un comunicato firmato congiuntamente da FBI e Justice Depertment (l’equivalente del Ministero della Giustizia), viene riconosciuto che nei 268 processi fin qui riesaminati, le perizie e le deposizioni di esperti del FBI sono state sistematicamente inaccurate nella parte in cui venivano date per certe identificazioni di imputati che invece erano solo probabili o possibili. Tali “manipolazioni” nel 95% dei casi sono andate nella direzione della pubblica accusa. Nella dichiarazione odieran si fa riferimento a 32 casi in cui gli imputati sono stati condannati a morte: 10 casi in Florida, 5 in Pennsylvania, 5 in Texas, altri in stati diversi. Delle 32 persone processate con dati scientifici inaccurati, il comunicato riconosce che 9 sono state nel frattempo giustiziate, comprese tutte e 5 le persone condannate in Texas. Il senatore Richard Blumenthal, che a Washington rappresente il Connecticut, e che in passato era stato per 20 anni Procuratore Generale del suo stato, così ha commentato la notizia: “è un’accusa terribile contro il nostro sistema giudiziario, che fa venire i brividi. Non solo per le persone potenzialmente innocenti che sono state arrestate ingiustamente e addirittura giustiziate, ma per i procuratori, che nonostante le loro buone intenzioni si sono evidentemente affidati a prove manipolate, o false”. Oggi, nel riconoscere i gravi ritardi che del resto erano al centro dei precedenti rapporti pubblicati dal Justice Department su questa vicenda, il Federal Bureau of Investigation e il Justice Department assicurano il loro impegno affinché tutti gli imputati ricevano la notifica degli errori riscontrati nei loro processi, perché giustizia possa essere fatta in tutte le sedi possibili. Assicurano inoltre il loro impegno perché in futuro tutte le perizie e le testimonianze siano accurate, ed effettuate con le tecniche più moderne. Il rapporto odierno probabilmente copre solo una frazione dei casi controversi, in quanto molti altri casi sono ancora in fase di revisione, e inoltre gli standard scientifici dei laboratori del Federal Bureau sono stati adottati acriticamente da molti altri laboratori di polizie locali o statali.
— FONTI
- (Fonti: The Washington Post, 18/04/2015)
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