Un tribunale in Malesia ha condannato a morte mediante...
Un tribunale in Malesia ha condannato a morte mediante impiccagione tre leader di un gruppo musulmano, colpevoli di ribellione armata finalizzata alla creazione di una stato islamico all'interno del paese multiculturale
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Un tribunale in Malesia ha condannato a morte mediante impiccagione tre leader di un gruppo musulmano, colpevoli di ribellione armata finalizzata alla creazione di una stato islamico all'interno del paese multiculturale.
Altri 16 membri del movimento Al-Ma'unah sono stati condannati all'ergastolo. Si erano arresi con i loro compagni dopo uno scontro a fuoco nella giungla della Malesia settentrionale, nel 2000.
"Comunico le seguenti sentenze: morte per (Mohamed) Amin Razali, Zahit Muslim e Jamaludin Darus, ergastolo per gli altri", ha detto il giudice dell'alta corte Zulkefli Ahmad Makinudin al culmine del processo, provocando il pianto isterico di una donna in un aula altrimenti silenziosa.
Amin, 30 anni, era il leader di Al-Ma'unah's. Zahit, un ex poliziotto e Jamaludin, un maggiore in servizio dell'esercito, erano i suoi uomini di fiducia.
Al-Ma'unah, che le autorit� hanno definito come un gruppo deviato, ritiene di combattere per conto dei musulmani oppressi e i suoi leader fondono superstizione, religione e arti marziali per convincere i loro seguaci della invincibilit� in battaglia.
La corte federale deve ora decidere se confermare la condanna a morte e gli ergastoli, dal momento che tutte le condanne legate a casi di massima sicurezza vengono automaticamente passati all'alta corte. In ultima istanza, l'unica speranza resterebbe la grazia del re.
Altri 16 membri del movimento Al-Ma'unah sono stati condannati all'ergastolo. Si erano arresi con i loro compagni dopo uno scontro a fuoco nella giungla della Malesia settentrionale, nel 2000.
"Comunico le seguenti sentenze: morte per (Mohamed) Amin Razali, Zahit Muslim e Jamaludin Darus, ergastolo per gli altri", ha detto il giudice dell'alta corte Zulkefli Ahmad Makinudin al culmine del processo, provocando il pianto isterico di una donna in un aula altrimenti silenziosa.
Amin, 30 anni, era il leader di Al-Ma'unah's. Zahit, un ex poliziotto e Jamaludin, un maggiore in servizio dell'esercito, erano i suoi uomini di fiducia.
Al-Ma'unah, che le autorit� hanno definito come un gruppo deviato, ritiene di combattere per conto dei musulmani oppressi e i suoi leader fondono superstizione, religione e arti marziali per convincere i loro seguaci della invincibilit� in battaglia.
La corte federale deve ora decidere se confermare la condanna a morte e gli ergastoli, dal momento che tutte le condanne legate a casi di massima sicurezza vengono automaticamente passati all'alta corte. In ultima istanza, l'unica speranza resterebbe la grazia del re.
— FONTI
- (Fonti: Reuters, 28/12/2001)
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