TIBET. D'ELIA, DALAI LAMA HA BISOGNO DEL NOSTRO AIUTO
"Il Dalai Lama ha bisogno del nostro aiuto e del sostegno internazionale, perché rischia di rimanere isolato e le sue dimissioni da responsabilità politiche rappresenterebbero la sconfitta della causa per l'autonomia del Tibet", ha detto il deputato
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"Il Dalai Lama ha bisogno del nostro aiuto e del sostegno internazionale, perché rischia di rimanere isolato e le sue dimissioni da responsabilità politiche rappresenterebbero la sconfitta della causa per l'autonomia del Tibet", ha detto il deputato radicale Sergio D’Elia intervenendo a Roma alla manifestazione di solidarietà con il popolo tibetano.
Appena rientrato dalla località indiana di Daramshala, dove ha partecipato alla “Marcia fino in Tibet”, D’Elia rende noto che i membri del parlamento tibetano in esilio hanno appena cominciato lo sciopero della fame.
Per aiutare la causa dei tibetani, D'Elia chiede l'istituzione di una commissione internazionale di inchiesta sulle violenze di questi giorni, oltre a una riunione urgente del Consiglio affari generali dell’Unione europea per fare pressioni sulla Cina affinché avvii un dialogo con il Dalai Lama, rinunciando a violenza e repressione. Della questione, aggiunge il deputato radicale, si dovrebbe occupare anche il Consiglio Diritti Umani delle Nazioni Unite.
D'Elia si dice contrario al boicottaggio dei Giochi olimpici: "non faremmo un buon servizio ai tibetani e ai cinesi con un boicottaggio. La Cina non deve essere isolata, ma invasa dalle armi della nonviolenza, della conoscenza e del dialogo".
Conclude il suo intervento gridando "Vergaloo", l'inno con il quale marciano i monaci tibetani e che "Vuol dire vittoria per il Tibet", spiega lo stesso D'Elia.
Appena rientrato dalla località indiana di Daramshala, dove ha partecipato alla “Marcia fino in Tibet”, D’Elia rende noto che i membri del parlamento tibetano in esilio hanno appena cominciato lo sciopero della fame.
Per aiutare la causa dei tibetani, D'Elia chiede l'istituzione di una commissione internazionale di inchiesta sulle violenze di questi giorni, oltre a una riunione urgente del Consiglio affari generali dell’Unione europea per fare pressioni sulla Cina affinché avvii un dialogo con il Dalai Lama, rinunciando a violenza e repressione. Della questione, aggiunge il deputato radicale, si dovrebbe occupare anche il Consiglio Diritti Umani delle Nazioni Unite.
D'Elia si dice contrario al boicottaggio dei Giochi olimpici: "non faremmo un buon servizio ai tibetani e ai cinesi con un boicottaggio. La Cina non deve essere isolata, ma invasa dalle armi della nonviolenza, della conoscenza e del dialogo".
Conclude il suo intervento gridando "Vergaloo", l'inno con il quale marciano i monaci tibetani e che "Vuol dire vittoria per il Tibet", spiega lo stesso D'Elia.
— FONTI
- (Fonti: AGI, 19/03/2008)
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