Sono reati capitali: omicidio premeditato, furto aggravato,...
Sono reati capitali: omicidio premeditato, furto aggravato, tradimento e reati contro lo stato
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Sono reati capitali: omicidio premeditato, furto aggravato, tradimento e reati contro lo stato.
Un nuovo Codice adottato nel maggio 2003 ha introdotto alcune violazioni al diritto umanitario internazionale, tutte passibili di pena di morte, tra cui i crimini contro l'umanità, la schiavitù, la pratica sistematica di esecuzioni sommarie, la deportazione e la tortura.
I condannati a morte possono appellarsi alla Corte di Cassazione. Il Presidente della Repubblica può concedere la grazia.
Le ultime condanne a morte sono state pronunciate nel 1985, quando 12 tuareg, arrestati in seguito a un attacco alla stazione di polizia di Tchin Tabaraden, sono stati condannati da un tribunale militare speciale. Sette di loro hanno avuto la loro condanna commutata in ergastolo dal Presidente Ali Saïbou nel novembre 1987, sentenza poi ridotta a 30 anni nel luglio 1988. L'ultima esecuzione è stata quella del Comandante Bayéré Moussa, del Capitano Sidi Mohamed e di Ahmed Mouddour, segretario generale della confederazione sindacale UNTN, condannati a morte dalla Corte di Sicurezza per aver partecipato al tentativo di colpo di stato nel marzo 1976. In questo processo altre sei persone sono state condannate a morte, due delle quali in contumacia, ma poi sono state graziate.
Nell'agosto 2002, dopo che le forze governative hanno represso delle rivolte nelle caserme dell'esercito, il Primo Ministro ha dichiarato di essere contrario alla pena di morte. Tuttavia la pena capitale è prevista dal Codice Militare redatto dopo questi fatti e adottato nel dicembre 2002. Il Codice stabilisce una corte militare competente per i crimini di natura militare.
Un nuovo Codice adottato nel maggio 2003 ha introdotto alcune violazioni al diritto umanitario internazionale, tutte passibili di pena di morte, tra cui i crimini contro l'umanità, la schiavitù, la pratica sistematica di esecuzioni sommarie, la deportazione e la tortura.
I condannati a morte possono appellarsi alla Corte di Cassazione. Il Presidente della Repubblica può concedere la grazia.
Le ultime condanne a morte sono state pronunciate nel 1985, quando 12 tuareg, arrestati in seguito a un attacco alla stazione di polizia di Tchin Tabaraden, sono stati condannati da un tribunale militare speciale. Sette di loro hanno avuto la loro condanna commutata in ergastolo dal Presidente Ali Saïbou nel novembre 1987, sentenza poi ridotta a 30 anni nel luglio 1988. L'ultima esecuzione è stata quella del Comandante Bayéré Moussa, del Capitano Sidi Mohamed e di Ahmed Mouddour, segretario generale della confederazione sindacale UNTN, condannati a morte dalla Corte di Sicurezza per aver partecipato al tentativo di colpo di stato nel marzo 1976. In questo processo altre sei persone sono state condannate a morte, due delle quali in contumacia, ma poi sono state graziate.
Nell'agosto 2002, dopo che le forze governative hanno represso delle rivolte nelle caserme dell'esercito, il Primo Ministro ha dichiarato di essere contrario alla pena di morte. Tuttavia la pena capitale è prevista dal Codice Militare redatto dopo questi fatti e adottato nel dicembre 2002. Il Codice stabilisce una corte militare competente per i crimini di natura militare.
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