LETTERA DEI DIRIGENTI RADICALI AL PRESIDENTE PRODI
LETTERA DEI DIRIGENTI RADICALI AL PRESIDENTE PRODI
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Caro Presidente,
la richiesta e il suggerimento che Marco Pannella, giunto al quinto giorno dello sciopero della fame e della sete, le rivolge è che il Governo italiano, che dal Primo Gennaio è membro non permanente del Consiglio di Sicurezza, compia un atto molto semplice ma dal chiaro significato politico: porre in Consiglio di Sicurezza, sin dal primo gennaio, la questione della moratoria universale delle esecuzioni e, a tal fine, proporre che il punto sia posto all’ordine del giorno di una Assemblea Generale straordinaria dell’Onu da convocare ai sensi degli articoli 8 e 9 delle sue Regole di procedura e nella quale presentare una risoluzione per la moratoria.
L’iniziativa dello sciopero della fame e della sete di Marco Pannella, avviata con la proposta “Nessuno tocchi Saddam” e che si colloca sulla scia della campagna “Iraq Libero” del 2003 quale unica alternativa alla guerra e all’occupazione militare, si propone oggi, con la presentazione all’Onu della risoluzione sulla moratoria universale delle esecuzioni capitali, di evitare che tutto precipiti, in Iraq e non solo, in altro sangue, ulteriore morte e pene di morte, in una spirale di violenza e di guerra che può trasformarsi in un conflitto generalizzato dalle conseguenze incalcolabili.
Nei giorni scorsi, oltre alla sua personale presa di posizione, anche il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il Ministro degli Esteri Massimo D’Alema e tutte le forze politiche hanno espresso a chiare lettere contrarietà alla pena di morte e all’esecuzione di Saddam Hussein. Stessa posizione è stata espressa dall’Unione europea e anche da paesi del mondo arabo. Ancora ieri, Ashraf Qazi, inviato speciale dell’Onu per l’Iraq, ha dichiarato che “le Nazioni Unite restano contrarie alla pena capitale, anche nei casi dei crimini di guerra, crimini contro l’umanità e genocidio”.
Nei mesi scorsi, per due volte e all’unanimità, la Camera dei Deputati ha impegnato il Governo a presentare una risoluzione per la moratoria universale delle esecuzioni capitali a questa Assemblea Generale. Al Palazzo di Vetro, non è stata presentata una risoluzione ma una semplice dichiarazione pro moratoria dallo scarso valore politico e formale, che – comunque - è stata sottoscritta da 85 paesi.
Non ci sono dubbi, e da anni, che una risoluzione in tal senso sarebbe approvata all’Onu con la maggioranza assoluta dei voti.
A questo punto, non sono sufficienti prese di posizione e petizioni di principio contro la pena di morte. Occorre prendere iniziative immediate perchè la moratoria sia adottata con urgenza dall’Assemblea generale dell’Onu per evitare che a quella di Saddam Hussein seguano altre esecuzioni in Iraq e un drammatico, ulteriore e generale aggravamento della crisi irachena e mediorientale.
Caro Presidente del Consiglio, non le nascondiamo che siamo anche molto attenti per le condizioni di salute di Marco Pannella. Ma quello che le chiediamo, innanzitutto, è di compiere gli atti conseguenti alle sue stesse parole, alla posizione del suo Governo e ai precisi e impegnativi atti di indirizzo che, sulla moratoria Onu, le ha trasmesso il Parlamento.
Le chiediamo, Presidente Prodi, almeno di rispondere con un ‘si’ o con un ‘no’ alla richiesta e al suggerimento che Marco Pannella, con la sua iniziativa nonviolenta e di dialogo, le sta ponendo.
In attesa di una sua risposta, le porgiamo i migliori saluti e auguri di buon anno.
Sergio D’Elia, Segretario di Nessuno tocchi Caino, Deputato della Rosa nel Pugno
Elisabetta Zamparutti, Tesoriera di Nessuno tocchi Caino e di Radicali Italiani
Rita Bernardini, Segretaria di Radicali Italiani
Maria Antonietta Coscioni, Presidente di Radicali Italiani
Marco Cappato, Segretario dell’Associazione Coscioni, Parlamentare europeo
Sergio Stanzani, Presidente di Non c’è Pace senza Giustizia
Maurizio Turco, Presidente vicario del Senato del Partito Radicale
la richiesta e il suggerimento che Marco Pannella, giunto al quinto giorno dello sciopero della fame e della sete, le rivolge è che il Governo italiano, che dal Primo Gennaio è membro non permanente del Consiglio di Sicurezza, compia un atto molto semplice ma dal chiaro significato politico: porre in Consiglio di Sicurezza, sin dal primo gennaio, la questione della moratoria universale delle esecuzioni e, a tal fine, proporre che il punto sia posto all’ordine del giorno di una Assemblea Generale straordinaria dell’Onu da convocare ai sensi degli articoli 8 e 9 delle sue Regole di procedura e nella quale presentare una risoluzione per la moratoria.
L’iniziativa dello sciopero della fame e della sete di Marco Pannella, avviata con la proposta “Nessuno tocchi Saddam” e che si colloca sulla scia della campagna “Iraq Libero” del 2003 quale unica alternativa alla guerra e all’occupazione militare, si propone oggi, con la presentazione all’Onu della risoluzione sulla moratoria universale delle esecuzioni capitali, di evitare che tutto precipiti, in Iraq e non solo, in altro sangue, ulteriore morte e pene di morte, in una spirale di violenza e di guerra che può trasformarsi in un conflitto generalizzato dalle conseguenze incalcolabili.
Nei giorni scorsi, oltre alla sua personale presa di posizione, anche il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il Ministro degli Esteri Massimo D’Alema e tutte le forze politiche hanno espresso a chiare lettere contrarietà alla pena di morte e all’esecuzione di Saddam Hussein. Stessa posizione è stata espressa dall’Unione europea e anche da paesi del mondo arabo. Ancora ieri, Ashraf Qazi, inviato speciale dell’Onu per l’Iraq, ha dichiarato che “le Nazioni Unite restano contrarie alla pena capitale, anche nei casi dei crimini di guerra, crimini contro l’umanità e genocidio”.
Nei mesi scorsi, per due volte e all’unanimità, la Camera dei Deputati ha impegnato il Governo a presentare una risoluzione per la moratoria universale delle esecuzioni capitali a questa Assemblea Generale. Al Palazzo di Vetro, non è stata presentata una risoluzione ma una semplice dichiarazione pro moratoria dallo scarso valore politico e formale, che – comunque - è stata sottoscritta da 85 paesi.
Non ci sono dubbi, e da anni, che una risoluzione in tal senso sarebbe approvata all’Onu con la maggioranza assoluta dei voti.
A questo punto, non sono sufficienti prese di posizione e petizioni di principio contro la pena di morte. Occorre prendere iniziative immediate perchè la moratoria sia adottata con urgenza dall’Assemblea generale dell’Onu per evitare che a quella di Saddam Hussein seguano altre esecuzioni in Iraq e un drammatico, ulteriore e generale aggravamento della crisi irachena e mediorientale.
Caro Presidente del Consiglio, non le nascondiamo che siamo anche molto attenti per le condizioni di salute di Marco Pannella. Ma quello che le chiediamo, innanzitutto, è di compiere gli atti conseguenti alle sue stesse parole, alla posizione del suo Governo e ai precisi e impegnativi atti di indirizzo che, sulla moratoria Onu, le ha trasmesso il Parlamento.
Le chiediamo, Presidente Prodi, almeno di rispondere con un ‘si’ o con un ‘no’ alla richiesta e al suggerimento che Marco Pannella, con la sua iniziativa nonviolenta e di dialogo, le sta ponendo.
In attesa di una sua risposta, le porgiamo i migliori saluti e auguri di buon anno.
Sergio D’Elia, Segretario di Nessuno tocchi Caino, Deputato della Rosa nel Pugno
Elisabetta Zamparutti, Tesoriera di Nessuno tocchi Caino e di Radicali Italiani
Rita Bernardini, Segretaria di Radicali Italiani
Maria Antonietta Coscioni, Presidente di Radicali Italiani
Marco Cappato, Segretario dell’Associazione Coscioni, Parlamentare europeo
Sergio Stanzani, Presidente di Non c’è Pace senza Giustizia
Maurizio Turco, Presidente vicario del Senato del Partito Radicale
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