SUDAFRICA. COMMUTATA ANCHE L’ULTIMA CONDANNA CAPITALE
la condanna capitale dell’ultimo prigioniero del braccio della morte sudafricano è stata commutata in pena detentiva, rende noto la Corte Costituzionale.
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la condanna capitale dell’ultimo prigioniero del braccio della morte sudafricano è stata commutata in pena detentiva, rende noto la Corte Costituzionale.
Sono passati 11 anni da quando la stessa Corte dichiarò la pena di morte incompatibile con la costituzione del Sudafrica, che protegge il diritto alla vita e vieta le pene crudeli.
“Adesso si può dire che la dichiarazione di incostituzionalità è stata realizzata in concreto”, ha scritto la Corte in un report speciale, senza precisare il nome del detenuto in questione e il reato per cui era stato condannato a morte.
Erano circa 400 i prigionieri del braccio della morte sudafricano quando nel 1995 la Corte Costituzionale ha stabilito l’incostituzionalità della pena capitale.
La legislazione approvata nel 1997 prescriveva le procedure di sostituzione delle condanne a morte con adeguate pene detentive.
Nel maggio 2005, la Corte Costituzionale ha appreso essere ancora 62 le persone la cui condanna a morte doveva essere commutata. La Stessa Corte ha così ordinato che il ritmo delle commutazioni fosse accelerato, nominando un supervisore.
"Apprezziamo che quanto ordinato (nel 1995) sia stato alla fine eseguito”, dicono nel report i nove giudici della Corte.
Sono passati 11 anni da quando la stessa Corte dichiarò la pena di morte incompatibile con la costituzione del Sudafrica, che protegge il diritto alla vita e vieta le pene crudeli.
“Adesso si può dire che la dichiarazione di incostituzionalità è stata realizzata in concreto”, ha scritto la Corte in un report speciale, senza precisare il nome del detenuto in questione e il reato per cui era stato condannato a morte.
Erano circa 400 i prigionieri del braccio della morte sudafricano quando nel 1995 la Corte Costituzionale ha stabilito l’incostituzionalità della pena capitale.
La legislazione approvata nel 1997 prescriveva le procedure di sostituzione delle condanne a morte con adeguate pene detentive.
Nel maggio 2005, la Corte Costituzionale ha appreso essere ancora 62 le persone la cui condanna a morte doveva essere commutata. La Stessa Corte ha così ordinato che il ritmo delle commutazioni fosse accelerato, nominando un supervisore.
"Apprezziamo che quanto ordinato (nel 1995) sia stato alla fine eseguito”, dicono nel report i nove giudici della Corte.
— FONTI
- (Fonti: Agence France-Presse, 01/12/2006)
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