PE. PECHINO DIALOGHI CON DALAI LAMA E INTRODUCA MORATORIA SU PENA DI MORTE
L’Unione Europea assuma una posizione comune sulla presenza di suoi
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L’Unione Europea assuma una posizione comune sulla presenza di suoi rappresentanti all’inaugurazione dei Giochi olimpici di Pechino e valuti un "eventuale" rifiuto a partecipare se la Cina non avviasse il dialogo con il Dalai Lama. Lo chiede una risoluzione approvata dal Parlamento Europeo con 580 voti a favore e 24 contrari, sostenuta da tutti i gruppi maggiori: Ppe, Pse, Alde, Uen, Verdi, Gue.
Il documento, in vari passaggi, invita la Cina al rispetto dei diritti umani e delle minoranze, oltre che "a ratificare senza indugio e comunque prima dei Giochi olimpici il Patto Internazionale sui diritti politici e civili e ad adottare una moratoria sulla pena di morte come chiesto dalla risoluzione ONU del 18 dicembre 2007".
Il Parlamento "condanna fermamente la brutale repressione dei dimostranti tibetani da parte delle forze di sicurezza cinesi e tutti gli atti di violenza avvenuti nelle strade di Lhasa e in Tibet”, chiedendo "un'indagine aperta e indipendente sui recenti tumulti e la repressione in Tibet, da svolgere sotto gli auspici delle Nazioni Unite".
Viene reso omaggio al capo spirituale dei tibetani per averli sollecitati "a praticare la non violenza" e per aver respinto le richieste di indipendenza proponendo invece una soluzione che persegue un’autentica autonomia culturale e politica e la libertà religiosa.
Il Parlamento, conclude la risoluzione, "attende con interesse che S.S. il Dalai Lama giunga in visita al Parlamento europeo per pronunciarsi in seduta plenaria nel corso del 2008 e chiede alla Conferenza dei presidenti di vagliare la possibilità di anticipare detta visita".
Il documento, in vari passaggi, invita la Cina al rispetto dei diritti umani e delle minoranze, oltre che "a ratificare senza indugio e comunque prima dei Giochi olimpici il Patto Internazionale sui diritti politici e civili e ad adottare una moratoria sulla pena di morte come chiesto dalla risoluzione ONU del 18 dicembre 2007".
Il Parlamento "condanna fermamente la brutale repressione dei dimostranti tibetani da parte delle forze di sicurezza cinesi e tutti gli atti di violenza avvenuti nelle strade di Lhasa e in Tibet”, chiedendo "un'indagine aperta e indipendente sui recenti tumulti e la repressione in Tibet, da svolgere sotto gli auspici delle Nazioni Unite".
Viene reso omaggio al capo spirituale dei tibetani per averli sollecitati "a praticare la non violenza" e per aver respinto le richieste di indipendenza proponendo invece una soluzione che persegue un’autentica autonomia culturale e politica e la libertà religiosa.
Il Parlamento, conclude la risoluzione, "attende con interesse che S.S. il Dalai Lama giunga in visita al Parlamento europeo per pronunciarsi in seduta plenaria nel corso del 2008 e chiede alla Conferenza dei presidenti di vagliare la possibilità di anticipare detta visita".
— FONTI
- (Fonti: Apcom, Prima, 10/04/2008)
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