NESSUNO TOCCHI CAINO: DELEGAZIONE RADICALE INCONTRA MORGAN TSVANGIRAI, PREMIER DELLO ZIMBABWE
la delegazione di Nessuno tocchi Caino e del Partito Radicale ha incontrato il Presidente della Camera dei Deputati Lovemeore Moyo, la Presidente del Senato Edna Madzongwe e il Primo Ministro Morgan Tsvangirai.
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Nel corso della seconda giornata della missione in Zimbabwe, la delegazione di Nessuno tocchi Caino e del Partito Radicale, composta da Sergio D’Elia, Segretario di NtC e dai parlamentari radicali Marco Perduca ed Elisabetta Zamparutti, e accompagnata dall’Ambasciatore italiano ad Harare Stefano Moscatelli, ha incontrato il Presidente della Camera dei Deputati Lovemeore Moyo, la Presidente del Senato Edna Madzongwe e il Primo Ministro Morgan Tsvangirai.
La missione in Zimbabwe è la prima di quattro tappe in Africa (le prossime saranno in Swaziland, Ciad e Repubblica Centroafricana) sostenute dal Ministero degli Affari Esteri italiano e volte a ottenere una moratoria legale o l’abolizione della pena di morte sul piano interno e il sostegno alla prossima Risoluzione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite per la Moratoria Universale delle esecuzioni capitali.
Il Presidente Moyo ha manifestato l’impegno a un dibattito finalizzato all’adozione di un atto di indirizzo parlamentare perchè lo Zimbabwe passi da un voto contrario a un voto a favore sulla nuova Risoluzione pro moratoria in discussione il prossimo dicembre all’Assemblea Generale dell’ONU e la Presidente Madzongwa si è dichiarata personalmente contraria alla pena di morte.
Il Primo Ministro Morgan Tsvangirai, gia’ leader del partito che e’ stato all’opposizione di Mugabe, il Movimento per il Cambiamento Democratico, ha confermato la sua disapprovazione nei confronti delle impiccagioni, che considera un “retaggio dell’era coloniale”. Lui stesso ha rischiato la pena di morte quando e’ stato arrestato nel 2002 per tradimento e poi prosciolto nel 2004 dall’Alta Corte dello Zimbabwe. Nel corso dell’incontro Tsvangirai si e’ impegnato a sottoporre al Consiglio dei Ministri il cambio di posizione di voto dello Zimbabwe sulla Risoluzione per una moratoria universale delle esecuzioni capitali alla prossima Assemblea Generale dell’ONU.
La missione in Zimbabwe è la prima di quattro tappe in Africa (le prossime saranno in Swaziland, Ciad e Repubblica Centroafricana) sostenute dal Ministero degli Affari Esteri italiano e volte a ottenere una moratoria legale o l’abolizione della pena di morte sul piano interno e il sostegno alla prossima Risoluzione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite per la Moratoria Universale delle esecuzioni capitali.
Il Presidente Moyo ha manifestato l’impegno a un dibattito finalizzato all’adozione di un atto di indirizzo parlamentare perchè lo Zimbabwe passi da un voto contrario a un voto a favore sulla nuova Risoluzione pro moratoria in discussione il prossimo dicembre all’Assemblea Generale dell’ONU e la Presidente Madzongwa si è dichiarata personalmente contraria alla pena di morte.
Il Primo Ministro Morgan Tsvangirai, gia’ leader del partito che e’ stato all’opposizione di Mugabe, il Movimento per il Cambiamento Democratico, ha confermato la sua disapprovazione nei confronti delle impiccagioni, che considera un “retaggio dell’era coloniale”. Lui stesso ha rischiato la pena di morte quando e’ stato arrestato nel 2002 per tradimento e poi prosciolto nel 2004 dall’Alta Corte dello Zimbabwe. Nel corso dell’incontro Tsvangirai si e’ impegnato a sottoporre al Consiglio dei Ministri il cambio di posizione di voto dello Zimbabwe sulla Risoluzione per una moratoria universale delle esecuzioni capitali alla prossima Assemblea Generale dell’ONU.
— FONTI
- (Fonti: Nessuno tocchi Caino, 21/08/2012)
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