La pena di morte è prevista per omicidio aggravato e delitti contro lo stato;
La pena di morte è prevista per omicidio aggravato e delitti contro lo stato;
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La pena di morte è prevista per omicidio aggravato e delitti contro lo stato, genocidio e crimini contro l’umanità, crimini di guerra, saccheggio, pirateria e sciacallaggio.
I condannati a morte hanno il diritto di ricorrere in appello e di chiedere la grazia al Presidente che può commutare le sentenze capitali in ergastolo.
Dal 1994, l’Etiopia sta ancora conducendo i processi per i fatti avvenuti nel periodo del cosiddetto Terrore Rosso instaurato dal colonnello Mengistu Haile Mariam nel biennio 1977-78. Dopo aver guidato tra il 1974 e il 1991 un Governo militare (noto come Governo Dergue), il colonnello Mengistu è stato costretto alla fuga in Zimbabwe ed è stato processato in contumacia per crimini contro l’umanità, tra cui genocidio, omicidi, torture e sparizioni che avrebbero causato la morte di circa 150.000 persone.
Alla fine del 2003, le corti sarebbero riuscite a processare solo 1.070 persone, mentre 6.426 sarebbero in attesa di giudizio e oltre 3.000, tra cui Mengistu, vivrebbero in esilio. Organizzazioni internazionali stimano che circa 50 persone siano state condannate a morte nell’ultimo decennio in relazione a questi processi.
L’ultima esecuzione in Etiopia è avvenuta nel giugno del 1998.
Secondo numerosi rapporti, le forze di sicurezza si sono rese responsabili anche nel 2004 di uccisioni illegali, anche nei confronti di oppositori politici, e di casi di tortura e maltrattamenti nei confronti di persone detenute.
L’Etiopia ha votato contro la risoluzione per l’abolizione della pena di morte approvata dalla Commissione Onu per i Diritti Umani il 21 aprile 2004.
I condannati a morte hanno il diritto di ricorrere in appello e di chiedere la grazia al Presidente che può commutare le sentenze capitali in ergastolo.
Dal 1994, l’Etiopia sta ancora conducendo i processi per i fatti avvenuti nel periodo del cosiddetto Terrore Rosso instaurato dal colonnello Mengistu Haile Mariam nel biennio 1977-78. Dopo aver guidato tra il 1974 e il 1991 un Governo militare (noto come Governo Dergue), il colonnello Mengistu è stato costretto alla fuga in Zimbabwe ed è stato processato in contumacia per crimini contro l’umanità, tra cui genocidio, omicidi, torture e sparizioni che avrebbero causato la morte di circa 150.000 persone.
Alla fine del 2003, le corti sarebbero riuscite a processare solo 1.070 persone, mentre 6.426 sarebbero in attesa di giudizio e oltre 3.000, tra cui Mengistu, vivrebbero in esilio. Organizzazioni internazionali stimano che circa 50 persone siano state condannate a morte nell’ultimo decennio in relazione a questi processi.
L’ultima esecuzione in Etiopia è avvenuta nel giugno del 1998.
Secondo numerosi rapporti, le forze di sicurezza si sono rese responsabili anche nel 2004 di uccisioni illegali, anche nei confronti di oppositori politici, e di casi di tortura e maltrattamenti nei confronti di persone detenute.
L’Etiopia ha votato contro la risoluzione per l’abolizione della pena di morte approvata dalla Commissione Onu per i Diritti Umani il 21 aprile 2004.
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