la Corte d’Appello del 9° Circuito ha ordinato che a Maxwell Alton Hoffman...
la Corte d’Appello del 9° Circuito ha ordinato che a Maxwell Alton Hoffman debba essere riproposto un accordo con la pubblica accusa che al tempo del primo processo gli avvocati difensore, sbagliando clamorosamente valutazione, consigliarono di rifiutare.
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la Corte d’Appello del 9° Circuito ha ordinato che a Maxwell Alton Hoffman debba essere riproposto un accordo con la pubblica accusa che al tempo del primo processo gli avvocati difensore, sbagliando clamorosamente valutazione, consigliarono di rifiutare.
Il caso iniziò nel 1988, quando Hoffman fu assoldato assieme a un complice, Ron Wages, per uccidere una informatrice della polizia, Denise Williams. L’omicidio fu commissionato da Richard Holmes, che partecipò anche all’esecuzione materiale dell’omicidio. Sia Wages che Holmes raggiunsero un accordo con la pubblica accusa, il primo accusando i complici, l’altro rivelando dove era stato seppellito il corpo della vittima. Entrambe vennero condannati all’ergastolo. Gli avvocati di Hoffman invece, dicendosi certi che a breve la legge avrebbe subito importanti modifiche, gli consoigliarono di dichiararsi innocente, scelta che lo portò, il 9 giugno 1989, alla condanna a morte. Oggi la corte d’appello, rilevando che il livello mentale di Hoffman lo rendeva particolarmente sensibile ai consigli degli avvocati, ha stabilito che gli errori commessi dagli stessi avvocati sono un chiaro esempio di quello che in termini giuridici si chiama “insufficiente assistenza legale”, e quindi ad Hoffman dovrà essere riproposta l’opportunità di dichiararsi colpevole in cambio di una condanna all’ergastolo.
Il caso iniziò nel 1988, quando Hoffman fu assoldato assieme a un complice, Ron Wages, per uccidere una informatrice della polizia, Denise Williams. L’omicidio fu commissionato da Richard Holmes, che partecipò anche all’esecuzione materiale dell’omicidio. Sia Wages che Holmes raggiunsero un accordo con la pubblica accusa, il primo accusando i complici, l’altro rivelando dove era stato seppellito il corpo della vittima. Entrambe vennero condannati all’ergastolo. Gli avvocati di Hoffman invece, dicendosi certi che a breve la legge avrebbe subito importanti modifiche, gli consoigliarono di dichiararsi innocente, scelta che lo portò, il 9 giugno 1989, alla condanna a morte. Oggi la corte d’appello, rilevando che il livello mentale di Hoffman lo rendeva particolarmente sensibile ai consigli degli avvocati, ha stabilito che gli errori commessi dagli stessi avvocati sono un chiaro esempio di quello che in termini giuridici si chiama “insufficiente assistenza legale”, e quindi ad Hoffman dovrà essere riproposta l’opportunità di dichiararsi colpevole in cambio di una condanna all’ergastolo.
— FONTI
- (Fonti: The Associated Press, 05/07/2006)
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