IRAN. 43 IMPICCAGIONI E CONDANNE A MORTE DA QUANDO AHMADINEJAD E’ PRESIDENTE
dalla elezione a Presidente di Mahmoud Ahmadinejad, il regime dei mullah ha fatto ricorso a una forsennata ondata di esecuzioni pubbliche e condanne a morte, ha affermato in un comunicato il Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (CNRI).
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dalla elezione a Presidente di Mahmoud Ahmadinejad, il regime dei mullah ha fatto ricorso a una forsennata ondata di esecuzioni pubbliche e condanne a morte, ha affermato in un comunicato il Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (CNRI).
I media governativi hanno riportato sette sentenze capitali negli ultimi tre giorni. Con ciò, il numero dei prigionieri impiccati in Iran dal 26 giugno 2005, immediatamente dopo la elezione di Ahmadinejad, è stato di 20. Il numero dei condannati a morte nello stesso periodo è salito a 23. Almeno cinque di loro avevano meno di 18 anni al momento dell’esecuzione o quando il reato per cui sono stati condannati ha avuto luogo. Tre erano donne.
Impiccagioni e condanne a morte si sono verificate a Teheran, Karaj (a ovest della capitale), Arak e Isfahan (Iran centrale), Hamedan e Pol-e Dokhtar (ovest) Mashad (nord-est), Salmas e Ardebil (nord-ovest), Kerman e Bandar Abbas (sud) Gonbad-e Kavoos (nord) e Ahwaz (sud-ovest).
Maryam Rajavi, Presidente del CNRI, ha chiesto al Segretario Generale delle Nazioni Unite, all’Alto Commissario dell’Onu per i Diritti Umani e a tutte le organizzazioni umanitarie internazionali di “condannare questi crimini barbari e intraprendere azioni serie e immediate volte a fermare le esecuzioni”.
I media governativi hanno riportato sette sentenze capitali negli ultimi tre giorni. Con ciò, il numero dei prigionieri impiccati in Iran dal 26 giugno 2005, immediatamente dopo la elezione di Ahmadinejad, è stato di 20. Il numero dei condannati a morte nello stesso periodo è salito a 23. Almeno cinque di loro avevano meno di 18 anni al momento dell’esecuzione o quando il reato per cui sono stati condannati ha avuto luogo. Tre erano donne.
Impiccagioni e condanne a morte si sono verificate a Teheran, Karaj (a ovest della capitale), Arak e Isfahan (Iran centrale), Hamedan e Pol-e Dokhtar (ovest) Mashad (nord-est), Salmas e Ardebil (nord-ovest), Kerman e Bandar Abbas (sud) Gonbad-e Kavoos (nord) e Ahwaz (sud-ovest).
Maryam Rajavi, Presidente del CNRI, ha chiesto al Segretario Generale delle Nazioni Unite, all’Alto Commissario dell’Onu per i Diritti Umani e a tutte le organizzazioni umanitarie internazionali di “condannare questi crimini barbari e intraprendere azioni serie e immediate volte a fermare le esecuzioni”.
— FONTI
- (Fonti: Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana, 23/08/2005)
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