India: 10 maoisti condannati a morte per l’attacco al Partito del Congresso


Un tribunale speciale dell'Agenzia nazionale investigativa (NIA) di Jagdalpur, nel distretto di Bastar, nello stato indiano del Chhattisgarh, il 16 settembre 2026 ha condannato a morte tutti e 10 gli imputati per l'attacco maoista nella valle di Jhiram del 2013, 13 anni dopo l'imboscata a un convoglio del Partito del Congresso a Bastar, in cui persero la vita 27 persone, tra cui alti dirigenti del partito, e oltre 35 rimasero ferite.
Il giudice speciale Ajay Singh Rajput aveva riconosciuti colpevoli i 10 imputati il 5 settembre, riservandosi di emettere la sentenza definitiva.
Il legale della NIA, Dinesh Panigrahi, ha confermato che il tribunale ha inflitto la pena di morte a tutti e 10 gli imputati. "Il tribunale ha condannato a morte tutti e 10 gli imputati", ha dichiarato Panigrahi.
L'avvocato difensore Arvind Choudhary ha affermato che la difesa non è soddisfatta del verdetto e che lo impugnerà presso l'Alta Corte.
I condannati sono Pramila Modiyam, Chaitu Lekam, Sumitra Punem Modiyam, Mukka Mandavi, Kosa Kavasi, Aayata Markam, Madkami Deva, Joga Madkami, Banjami Sanna e Mahadev Nag. Pramila Modiyam e Sumitra Punem Modiyam sono le due donne tra i condannati a morte.
L'NIA, in una dichiarazione rilasciata il 16 settembre, ha affermato che il tribunale li ha riconosciuti colpevoli ai sensi di vari articoli del Codice penale indiano, della Legge sulle Armi, della Legge sulle Sostanze Esplosive e della Legge sulle Attività illecite (Prevenzione).
I maoisti tesero un'imboscata al convoglio del Partito del Congresso sulla NH-221 nella valle di Jhiram a Darbha, prima delle elezioni legislative del Chhattisgarh del 2013. L'attacco è iniziato con l'esplosione di un ordigno improvvisato, seguita da spari indiscriminati e attacchi con granate. Ventiquattro persone sono morte sul colpo e oltre 35 tra civili e agenti di polizia sono rimasti feriti. Tre dei feriti sono poi deceduti a causa delle ferite riportate, portando il bilancio delle vittime a 27, ha dichiarato l'NIA.
Tra le vittime figurano l'allora presidente del Partito del Congresso, Nand Kumar Patel, e suo figlio Dinesh Patel, l'ex leader dell'opposizione Mahendra Karma, l'ex ministro dell'Unione Vidya Charan Shukla e l'esponente del Congresso ed ex membro dell'Assemblea legislativa Uday Mudliyar.
Secondo le indagini del NIA, elementi armati del CPI (maoista), organizzazione fuorilegge, in collusione con comitati e sezioni locali, avevano ordito un complotto criminale per colpire gli alti dirigenti del Congresso e il personale di sicurezza che viaggiavano con la Parivartan Yatra (Marcia del Cambiamento, ndt) nell'ambito della Campagna di Controffensiva Tattica (TCOC) dell'organizzazione. Inizialmente la polizia statale aveva aperto un'indagine, ma l'allora governo del BJP guidato da Raman Singh ha affidato le indagini all'NIA entro due giorni.
L'agenzia ha presentato il suo primo atto d'accusa contro nove imputati il 25 settembre 2014 e un atto d'accusa supplementare contro 30 imputati il 28 settembre 2015, per un totale di 39 imputati.
Undici degli imputati arrestati sono stati processati, ma uno è morto nel corso della custodia cautelare. Il processo ha visto l'esame di 101 testimoni dell'accusa e la presentazione di prove documentali.
L'indagine ha anche coinvolto diversi alti dirigenti del CPI (maoista), tra cui Thippiri Tirupathi alias Devuji, Barse Deva e Ganesh Uikey.
La più ampia cospirazione dietro l'attentato rimane una questione politica nel Chhattisgarh, con il Congresso che ha ripetutamente affermato che l'NIA non ha condotto un'indagine completa.
Nel gennaio 2019, l'allora governo del Congresso guidato da Bhupesh Baghel ha istituito una Squadra Investigativa Speciale (SIT).
Il 25 maggio 2020, presso la stazione di polizia di Darbha, è stata registrata una nuova denuncia penale (FIR) contro ignoti, ai sensi degli articoli 302 (omicidio) e 120B (cospirazione criminale) del codice penale indiano, presentata da Jitendra Mudliyar, figlio del leader del Congresso Uday Mudliyar, assassinato in circostanze sospette.
Successivamente, la NIA ha richiesto il trasferimento della nuova indagine all'agenzia. Dopo il rigetto della richiesta, si è rivolta alla Corte Suprema, che ha rifiutato di intervenire.
Commentando la sentenza, il presidente del Comitato del Congresso del Chhattisgarh, Deepak Baij, ha affermato che il partito rispetta la decisione del tribunale, aggiungendo però che il verdetto rappresenta una "giustizia parziale e incompleta".
"Il tribunale ha punito solo coloro contro i quali sono state presentate prove. La NIA non è riuscita a rintracciare i cospiratori dietro l'attentato e la sua indagine è stata priva di una direzione precisa fin dall'inizio", ha dichiarato Baij.
«La NIA ha accusato coloro che trasportavano i sacchi, fornivano acqua, scavavano le fosse e indicavano i percorsi, e ora sono stati puniti. Ma un attacco di tale portata non sarebbe stato possibile senza i leader maoisti di alto livello», ha affermato.
Baij ha anche messo in discussione il motivo per cui la punizione sia stata inflitta solo a 10 persone se, come dichiarato dall'agenzia, circa 200 maoisti sono stati coinvolti nell'attacco e 39 sono stati formalmente accusati.
«Se 200 maoisti sono stati coinvolti nell'attacco e 39 sono stati nominati come imputati, perché le accuse sono state provate e la punizione inflitta solo a 10?», ha chiesto.
Il Congresso ha affermato che l'indagine della NIA ha perso slancio dopo che nel 2014 la guida del governo centrale è stata assunta dalla coalizione del National Democratic Alliance (NDA).
- (Fonte: Hindustan Times, 17/09/2026)
