Il nuovo processo al dissidente iraniano Hashem Aghajari...
Il nuovo processo al dissidente iraniano Hashem Aghajari si è aperto a Tehran, con un'udienza pubblica e accuse che potrebbero portare alla caduta della pena di morte
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Il nuovo processo al dissidente iraniano Hashem Aghajari si è aperto a Tehran, con un'udienza pubblica e accuse che potrebbero portare alla caduta della pena di morte. Dopo quasi due anni in cui è rimasto nascosto alla vista, il professore di storia dell'Università di Tehran è apparso debole e provato per essere rimasto per mesi in isolamento con la minaccia dell'esecuzione che pendeva sopra il suo capo. Ma il giudice Mohammad Eslami ha confermato durante l'udienza che il veterano di guerra Aghajari non rischia più la pena di morte per aver chiesto una riforma nella religione sciita musulmana in Iran. Aghajari infatti non è più accusato di apostasia e blasfemia, ma di aver insultato le santità religiose, fatto propaganda contro il regime e aver diffuso false informazioni. Il documento contenente le accuse mosse contro di lui, letto dal Procuratore Generale Reza Jafari, era di 21 pagine e riguardava sei anni di scritti di Aghajari precedenti al suo arresto. Se guidicato colpevole di tutte le accuse, riguardo alle quali si è dichiarato non colpevole, rischia una condanna a una pena detentiva totale che può andare dai 5 ai 10 anni di carcere. L'accusa ha chiesto una dura punizione per via dei "continuati reati" di Aghajari. Aghajari era stato condannato a morte nel suo primo processo, tenutosi a porte chiuse nella città occidentale di Hamedan nel novembre 2002. Il verdetto aveva suscitato aspre e ampie proteste studentesche e il leader supremo Ayatollah Ali Khamenei era intervenuto e aveva ordinato un nuovo processo.
— FONTI
- (Fonti: Agence France Presse, 03/07/2004)
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