Il ministro della giustizia Mayumi Moriyama ha difeso...
Il ministro della giustizia Mayumi Moriyama ha difeso la politica dell'esecutivo di non rendere pubblici i nomi dei detenuti nei bracci della morte che sono stati giustiziati e ha anticipato che il Giappone manterrà la pena capitale
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Il ministro della giustizia Mayumi Moriyama ha difeso la politica dell'esecutivo di non rendere pubblici i nomi dei detenuti nei bracci della morte che sono stati giustiziati e ha anticipato che il Giappone manterr� la pena capitale.
In risposta alle critiche nei confronti dello stringato annuncio ministeriale del 27 dicembre relativo all'esecuzione di due persone, Moriyama ha detto in una conferenza stampa che il suo ministero limiter� le informazioni rilasciate sulle esecuzioni alle date e alle esecuzioni in s�.
Interrogato sulla revisione della pena capitale, ha detto: "non voglio esprimere opinioni personali ma il fatto che circa l'80% dei giapponesi accetti la pena capitale � un elemento importante."
Nel frattempo, la federazione giapponese delle associazioni degli avvocati ha emesso un comunicato di condanna per le esecuzioni del 27 dicembre. Nella dichiarazione la federazione ha chiesto di fermare le esecuzioni fin quando il paese non abbia dibattuto la questione e di rivedere la politica nel rispetto delle norme internazionali sui diritti umani.
In risposta alle critiche nei confronti dello stringato annuncio ministeriale del 27 dicembre relativo all'esecuzione di due persone, Moriyama ha detto in una conferenza stampa che il suo ministero limiter� le informazioni rilasciate sulle esecuzioni alle date e alle esecuzioni in s�.
Interrogato sulla revisione della pena capitale, ha detto: "non voglio esprimere opinioni personali ma il fatto che circa l'80% dei giapponesi accetti la pena capitale � un elemento importante."
Nel frattempo, la federazione giapponese delle associazioni degli avvocati ha emesso un comunicato di condanna per le esecuzioni del 27 dicembre. Nella dichiarazione la federazione ha chiesto di fermare le esecuzioni fin quando il paese non abbia dibattuto la questione e di rivedere la politica nel rispetto delle norme internazionali sui diritti umani.
— FONTI
- (Fonti: Kyodo News, 28/12/2001)
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