EMIRATI ARABI UNITI: LAVORATORE INDIANO CONDANNATO A MORTE PER OMICIDIO
un lavoratore di un supermercato è stato condannato a morte negli Emirati Arabi Uniti per l’omicidio di un
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un lavoratore di un supermercato è stato condannato a morte negli Emirati Arabi Uniti per l’omicidio di un manager, avvenuto nel corso di una lite sulla paga.
Il tribunale di Sharjah ha emesso il verdetto contro un 23enne indiano, che dopo l’omicidio avrebbe anche rubato 116.000 dirham della vittima 53enne. Ai giudici Hussain Al Soufi e Mohammed Mohammed era stato comunicato che la famiglia della vittima ha respinto l'offerta di prezzo del sangue di 200.000 dirham, chiedendo invece giustizia per il loro parente.
Secondo l’accusa, il lavoratore sarebbe andato a ritirare il suo stipendio di 2.000 dirham. Lui e la vittima, entrambi cittadini indiani, condividevano un appartamento nella zona industriale 10 di Sharjah.
Il manager avrebbe detto che, non essendosi il dipendente presentato diverse volte a lavoro, sarebbe stato penalizzato finanziariamente.
Il lavoratore avrebbe allora tirato fuori un coltello colpendo il collega al petto e al collo, prima di prendere tutti i soldi delle paghe.
Dopo aver commesso il crimine, l’omicida avrebbe nascosto il denaro in un cuscino. Secondo i documenti del tribunale, l'uccisione ha avuto luogo nel settembre 2013. I giudici in diverse occasioni hanno cercato di convincere la famiglia della vittima ad accettare il prezzo del sangue, e questo spiega il ritardo nella condanna.
La sentenza non è impugnabile.
Il tribunale di Sharjah ha emesso il verdetto contro un 23enne indiano, che dopo l’omicidio avrebbe anche rubato 116.000 dirham della vittima 53enne. Ai giudici Hussain Al Soufi e Mohammed Mohammed era stato comunicato che la famiglia della vittima ha respinto l'offerta di prezzo del sangue di 200.000 dirham, chiedendo invece giustizia per il loro parente.
Secondo l’accusa, il lavoratore sarebbe andato a ritirare il suo stipendio di 2.000 dirham. Lui e la vittima, entrambi cittadini indiani, condividevano un appartamento nella zona industriale 10 di Sharjah.
Il manager avrebbe detto che, non essendosi il dipendente presentato diverse volte a lavoro, sarebbe stato penalizzato finanziariamente.
Il lavoratore avrebbe allora tirato fuori un coltello colpendo il collega al petto e al collo, prima di prendere tutti i soldi delle paghe.
Dopo aver commesso il crimine, l’omicida avrebbe nascosto il denaro in un cuscino. Secondo i documenti del tribunale, l'uccisione ha avuto luogo nel settembre 2013. I giudici in diverse occasioni hanno cercato di convincere la famiglia della vittima ad accettare il prezzo del sangue, e questo spiega il ritardo nella condanna.
La sentenza non è impugnabile.
— FONTI
- (Fonti: 7days.ae, 20/04/2016)
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