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SWAZILAND

Con un tratto di penna, il Re Mswati ha commutato le...

Con un tratto di penna, il Re Mswati ha commutato le sentenze capitali di quattro condannati per omicidio, lo scorso 13 novembre, così riducendo il numero di prigionieri nel braccio della morte da 13 a nove

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Con un tratto di penna, il Re Mswati ha commutato le sentenze capitali di quattro condannati per omicidio, lo scorso 13 novembre, cos� riducendo il numero di prigionieri nel braccio della morte da 13 a nove.
I quattro uomini cui � stato risparmiato l'appuntamento con il boia sconteranno la condanna a vita, il che significa, secondo la legge dello Swaziland, che potranno essere liberati solo quando avranno raggiunto i 75 anni di et�.
il re Mswati ha sottolineato ancora una volta l'ambivalenza del governo riguardo la pena capitale.
Gli abitanti dello Swaziland sono in grande maggioranza favorevoli alla pena di morte e vorrebbero vederla applicata maggiormente.
"Gli Swazi vogliono vedere i criminali giustiziati per stupro e per furto di bestiame", ha affermato il Principe Mangaliso Dlamini, capo della Commissione.
La 'Law Society' dello Swaziland considera la pena di morte inutile, poich� non � applicata. Ma la giudica anche inefficace. "Anche se la gente fosse messa a morte, la pena capitale � inutile come deterrente del crimine", � scritto nel rapporto annuale sulle leggi nazionali.
Le opinioni della Law Society riflettono l'ultimo degli studi delle Nazioni Unite, concluso nel 1996, sulla relazione tra pena di morte e incidenza degli omicidi. Il rapporto conclude che "le ricerche hanno fallito nel cercare di dare prova scientifica che le esecuzioni abbiano un potere deterrente superiore a quello del carcere a vita, e una prova del genere difficilmente potr� essere raggiunta in futuro".
D'altra parte, il Forum degli Editori, un gruppo di editori di giornali, preme per l'immediata esecuzione dei prigionieri nel braccio della morte, dopo l'omicidio, nel novembre scorso, di Sandile Ntshakala, l'editore del giornale reale Swazi Observer. Ma i loro appelli sono stati ignorati.
Questo fatto ha compiaciuto l'Associazione per i Diritti Umani dello Swaziland.
Sebbene manchino nello Swaziland cifre ufficiali circa il tasso di omicidi - il solo altro
Un' obiezione portata avanti dai gruppi di difesa dei diritti umani e dalla Law Society � che la pena di morte costituisce una forma di "punizione inusuale e crudele". Ai prigionieri viene detto di prepararsi all'impiccagione, ma poi la sentenza capitale non viene n� applicata n� commutata.
"I prigionieri vengono tenuti in questa suspense terribile, a volte per anni, soltanto perch� lo Stato non ha il coraggio delle sue convinzioni, e non porta a termine le sue sentenze", dice Robert Mngomezulu, avvocato a Mbabane. L'ultima esecuzione capitale ha avuto luogo nel 1982.
Uno dei condannati, Butitshe Sibandze, era detenuto nel braccio della morte dal 1983. Due degli altri, Joseph Sithole e Bongani Sibandze, erano in attesa da 17 anni, mentre il quarto, John Mhlanga, era in attesa dell'esecuzione da 16 anni.
La comunit� religiosa del paese � divisa circa il supporto alla pena capitale. Il Vescovo cattolico dello Swaziland, Ncamiso Ndlovu, ha fortemente condannato la pena di morte
Tuttavia, la leadership delle sette conservatrici African Zionist Christian, come la Chiesa AME e le Toghe Rosse e Verdi, sono fermamente favorevoli alla pena di morte.
"La pena di morte adempie all'ingiunzione biblica occhio per occhio, dente per dente", ha detto Jabulani Dlamini, prete di Mliba.
Ma a prescindere dalla pubblica opinione, c'� un problema - nello Swaziland manca un boia.
Il Ministero della Giustizia ha pubblicizzato la vacanza del posto di boia fin dal 1998.
Richieste sono giunte da ogni parte del mondo, ma il ministro della giustizia non � stato soddisfatto da nessuna di queste, e apparentemente ha interrotto le ricerche, il che d� la cifra complessiva dell'indecisione delle autorit� del regno.
FONTI
  • (Fonti: The Monitor, Africa News Service, 20/12/2001)