CINA. UIGHURI UCCISI 'NON ERANO TERRORISTI’
sulla recente uccisione nello Xinjiang di cinque uighuri, l’Associazione Uighura Americana (UAA)
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sulla recente uccisione nello Xinjiang di cinque uighuri, l’Associazione Uighura Americana (UAA) ha appreso una versione
dei fatti contrastante con quella presentata dalle autorità cinesi.
Per l’agenzia ufficiale Xinhua i cinque, uccisi dalla polizia cinese il 9 luglio ad Urumqi, facevano parte di una banda criminale di 15 persone addestrate alla “guerra santa” e armate di coltelli, che durante un raid della polizia avrebbero ferito un agente.
Altri due uighuri sarebbero stati feriti nel corso dell’operazione di polizia.
Sempre secondo la Xinhua, ancora altri tre membri del gruppo sarebbero autori di una recente aggressione con coltelli ad Urumqi.
La UAA fa notare che nessuna fonte indipendente ha verificato la versione ufficiale dei fatti.
In più, la versione in cinese della notizia data dalla Xinhua non parla di addestramento alla “guerra santa” o di volontà di colpire l’etnia cinese Han, contrariamente a quanto compare nella versione inglese del comunicato.
All’Associazione Uighura Americana risulta invece che i 15 uighuri non fossero estremisti religiosi, bensì pacificamente riuniti in un appartamento dell’area residenziale di Chen Guang.
La polizia avrebbe prima usato gas lacrimogeni, poi avrebbe fatto irruzione nell’abitazione senza alcun preavviso. I presenti, tutti disarmati, avrebbero lasciato la casa tentando la fuga, ben presto bersagliati dai colpi delle armi automatiche degli agenti.
”Siamo assolutamente contrari ad ogni forma di violenza, la storia recente dimostra invece che la Repubblica Popolare cinese non esita ad usare violenza contro i propri cittadini, in particolar modo uighuri e tibetani”, ha dichiarato Rebiya Kadeer, presidente della UAA.
”Pechino tende a strumentalizzare la minaccia dell’estremismo religioso e del terrorismo per eliminare il dissenso pacifico”. Secondo le notizie ufficiali, le uniche armi trovate dalla polizia nell’appartamento sarebbero dei coltelli. La UAA fa notare che si tratta di oggetti tradizionali, presenti praticamente in ogni casa uighura e mai utilizzati con violenza.
L’Associazione chiede ora alle autorità cinesi di assicurare l’equità di qualsiasi procedimento penale condotto nei confronti dei 10 uighuri arrestati, nel rispetto del diritto internazionale.
Per l’agenzia ufficiale Xinhua i cinque, uccisi dalla polizia cinese il 9 luglio ad Urumqi, facevano parte di una banda criminale di 15 persone addestrate alla “guerra santa” e armate di coltelli, che durante un raid della polizia avrebbero ferito un agente.
Altri due uighuri sarebbero stati feriti nel corso dell’operazione di polizia.
Sempre secondo la Xinhua, ancora altri tre membri del gruppo sarebbero autori di una recente aggressione con coltelli ad Urumqi.
La UAA fa notare che nessuna fonte indipendente ha verificato la versione ufficiale dei fatti.
In più, la versione in cinese della notizia data dalla Xinhua non parla di addestramento alla “guerra santa” o di volontà di colpire l’etnia cinese Han, contrariamente a quanto compare nella versione inglese del comunicato.
All’Associazione Uighura Americana risulta invece che i 15 uighuri non fossero estremisti religiosi, bensì pacificamente riuniti in un appartamento dell’area residenziale di Chen Guang.
La polizia avrebbe prima usato gas lacrimogeni, poi avrebbe fatto irruzione nell’abitazione senza alcun preavviso. I presenti, tutti disarmati, avrebbero lasciato la casa tentando la fuga, ben presto bersagliati dai colpi delle armi automatiche degli agenti.
”Siamo assolutamente contrari ad ogni forma di violenza, la storia recente dimostra invece che la Repubblica Popolare cinese non esita ad usare violenza contro i propri cittadini, in particolar modo uighuri e tibetani”, ha dichiarato Rebiya Kadeer, presidente della UAA.
”Pechino tende a strumentalizzare la minaccia dell’estremismo religioso e del terrorismo per eliminare il dissenso pacifico”. Secondo le notizie ufficiali, le uniche armi trovate dalla polizia nell’appartamento sarebbero dei coltelli. La UAA fa notare che si tratta di oggetti tradizionali, presenti praticamente in ogni casa uighura e mai utilizzati con violenza.
L’Associazione chiede ora alle autorità cinesi di assicurare l’equità di qualsiasi procedimento penale condotto nei confronti dei 10 uighuri arrestati, nel rispetto del diritto internazionale.
— FONTI
- (Fonti: Uyghur American Association, 10/07/2008)
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