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ARABIA SAUDITA·PENA DI MORTE·13 OTTOBRE 2026·2 MIN DI LETTURA

Arabia Saudita: Corte Suprema annulla condanna a morte per blasfemia di un lavoratore srilankese

Arabia Saudita: Corte Suprema annulla condanna a morte per blasfemia di un lavoratore srilankese

La Corte Suprema dell'Arabia Saudita il 13 ottobre 2026 ha annullato la condanna a morte che era stata inflitta a un lavoratore migrante srilankese per un commento offensivo su Facebook contro Maometto.

Anojan Sivarasa, 24enne originario di Kalmunai, nella provincia orientale dello Sri Lanka, era stato condannato a morte a settembre per blasfemia, dopo che il suo commento online era stato portato all'attenzione del suo datore di lavoro saudita.

Il caso ha innescato una serie di iniziative diplomatiche da parte del governo dello Sri Lanka, che ha inviato un team legale di quattro persone a Riyadh per presentare una richiesta di grazia a nome di Anojan.

La Corte Suprema saudita ha annullato la condanna capitale il 16 ottobre, ha annunciato su Facebook il viceministro degli Esteri dello Sri Lanka, Arun Hemachandra. "Questo risultato è frutto di continui sforzi diplomatici e legali da parte del governo dello Sri Lanka", ha aggiunto.

Hemachandra ha ringraziato Riyadh per la sua collaborazione e il team legale dello Sri Lanka e dell'Arabia Saudita per il loro "impegno costante".

Anojan si trovava in Arabia Saudita da meno di un anno quando è stato arrestato a luglio. 

Al momento non è ancora chiaro se sconterà una pena detentiva o se affronterà un nuovo procedimento giudiziario.

Anojan è detenuto nel carcere centrale di Dammam, situato a 400 km a est di Riyadh. È stato trasferito in una nuova cella dopo essere stato aggredito dal suo compagno di cella la settimana scorsa.

La sua odissea è iniziata con una discussione online scatenata da un video virale che mostrava un uomo che prendeva a calci un cane randagio che accompagnava alcuni pellegrini indù.

Ha risposto a un commento online offensivo su una divinità indù con commenti che insultavano il profeta Maometto. Anojan ha prontamente cancellato il suo post su Facebook e pubblicato un video di scuse, ma gli screenshot sono stati inviati al suo datore di lavoro e trasmessi alle autorità saudite.

 

Il tribunale penale di Al-Ahsa lo aveva inizialmente condannato a cinque anni di carcere e a una multa di 3 milioni di riyal sauditi, in base alla legge saudita sui crimini informatici.

Il tribunale ha anche respinto un appello presentato a suo nome per ottenere una riduzione della pena. Tuttavia, il 17 settembre, i pubblici ministeri hanno presentato un proprio ricorso affinché Anojan fosse processato secondo la legge della Sharia. Il tribunale ha accolto la richiesta, emettendo una condanna a morte nei confronti di di Anojan, per blasfemia.

Una richiesta di grazia era stata presentata alla Corte Suprema saudita l’11 ottobre, secondo quanto riferito dalle autorità.

 

— FONTI
  • (Fonte: Independent, 14/10/2026)