Nessuno tocchi Caino

TESORIERA · COMPONENTE IL COMITATO EUROPEO PER LA PREVENZIONE DELLA TORTURA

Elisabetta Zamparutti

Tesoriera dell'associazione Nessuno tocchi Caino dal 2003, alla cui fondazione ha partecipato nel 1993. È stata parlamentare dal 2008 al 2013, eletta alla Camera dei Deputati e componente la Commissione ambiente. Dal marzo 2016 è membro del Comitato Europeo per la Prevenzione della Tortura, confermata per un secondo mandato nel 2021 e per un terzo nel 2023.

Ritratto di Elisabetta Zamparutti

Il percorso

Dal marzo 2016 è membro del Comitato Europeo per la Prevenzione della Tortura (CPT), incarico per il quale è stata confermata per un secondo mandato nel 2021 e per un terzo nel 2023 dal Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa. In questa veste ha anche rappresentato il CPT al 15° anniversario del Sottocomitato ONU per la Prevenzione della Tortura. Il suo impegno nasce dalla convinzione che la soglia di intangibilità della dignità umana debba elevarsi sempre di più rispetto al potere dello Stato: un impegno che si è sviluppato attraverso il monitoraggio delle condizioni carcerarie e del trattamento delle persone private della libertà in carceri, centri di detenzione per minori, strutture di massima sicurezza, centri per migranti e ospedali psichiatrici giudiziari in tutto il mondo.

Ha ricoperto il ruolo di parlamentare alla Camera dei Deputati dal 2008 al 2013, dove è stata membro della Commissione Ambiente e Co-Presidente del Comitato Parlamentare «Free Iran». In quegli anni ha promosso proposte di legge per ridurre i termini di custodia cautelare, istituire il Garante Nazionale dei Detenuti e abolire l'ergastolo, presentando centinaia di interrogazioni parlamentari sulle condizioni di detenzione e sulla sostenibilità ambientale. A livello internazionale ha promosso la mozione che ha portato alla sospensione della produzione del pentothal destinato alle iniezioni letali negli Stati Uniti. Come Co-Presidente del Comitato per un Iran Libero ha sostenuto il Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana guidato da Maryam Rajavi, ottenendo la rimozione del PMOI dalla lista nera europea.

Dal 2020 è membro del Consiglio di Amministrazione di Prison Insider e scrive regolarmente per i quotidiani Il Dubbio, Il Riformista e L'Unità su pena di morte, tortura e condizioni di detenzione.

In Nessuno tocchi Caino

È Tesoriera dell'associazione, alla cui fondazione ha partecipato nel 1993: una carica che ricopre dal 2003.

Nel corso della sua attività ha coordinato missioni contro la pena di morte in decine di Paesi, dal Ruanda al Gabon, dalla Sierra Leone alla Liberia, dal Kenya alla Giamaica, per incontrare Presidenti, Primi Ministri e Ministri degli Affari Esteri. Ha curato per oltre vent'anni il Rapporto Annuale di Nessuno tocchi Caino sulla pena di morte nel mondo, oltre alla newsletter internazionale dell'associazione. Ha elaborato e presentato progetti che hanno incontrato il sostegno politico e finanziario dell'Unione europea e di Governi europei. Ha coordinato la lobby alle Nazioni Unite, sia a Ginevra che a New York, che ha portato nel 2007 all'approvazione della Risoluzione per una moratoria universale delle esecuzioni capitali da parte dell'Assemblea generale.

Dal 2015 è fondatrice e co-responsabile del progetto «Spes contra spem – Laboratori di cambiamento», che porta nelle sezioni di Alta Sicurezza delle carceri di Opera, Parma, Rebibbia e Secondigliano un percorso mensile di consapevolezza per detenuti condannati all'ergastolo, presentato anche a Oxford e alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo. Dal 2022 anima le delegazioni di Nessuno tocchi Caino in visita agli istituti penitenziari, coinvolgendo altre associazioni e arrivando a compiere anche 130 visite all'anno in Italia.

Crede che il carcere non debba essere un luogo di abbandono né prevalentemente di punizione, ma uno spazio in cui la dignità della persona resti sempre al centro, anche quando la sua libertà è sospesa. La sua opera di misericordia laica del visitare i detenuti e, come avrebbe detto Marco Pannella, i «detenenti», cioè chi lavora in carcere, nasce dalla stessa convinzione che ha animato Nessuno tocchi Caino dal 1993: superare il paradigma patibolare di cui è intriso il carcere stesso per sostenere lo sviluppo di una giustizia riparativa o, ancor meglio, rigenerativa, che dovrebbe essere considerata come una parte importante del processo globale di sviluppo sostenibile, in quanto contribuisce a promuovere società giuste, pacifiche e inclusive.

Tappe

1993
Partecipa alla fondazione di Nessuno tocchi Caino.
2003
Tesoriera dell'associazione.
2007
La lobby alle Nazioni Unite da lei coordinata, a Ginevra e a New York, porta all'approvazione della Risoluzione per una moratoria universale delle esecuzioni capitali.
2008-2013
Parlamentare alla Camera dei Deputati.
2015
Fonda «Spes contra spem – Laboratori di cambiamento».
2016
Membro del Comitato Europeo per la Prevenzione della Tortura.
2020
Consiglio di Amministrazione di Prison Insider; scrive per Il Dubbio, Il Riformista e L'Unità.
2021
Confermata per un secondo mandato al Comitato.
2022
Anima le delegazioni di Nessuno tocchi Caino in visita agli istituti penitenziari, fino a 130 visite all'anno in Italia.
2023
Confermata per un terzo mandato al Comitato.

Nell'archivio

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Chi porta avanti la battaglia

Gli altri.

Ritratto di Rita Bernardini

Presidente

Rita Bernardini

Presidente di Nessuno tocchi Caino, da oltre cinquant'anni una protagonista delle battaglie radicali per i diritti civili e per la dignità delle persone detenute. Militante nonviolenta, già deputata, ha fatto dello sciopero della fame e della disobbedienza civile i suoi strumenti di azione politica.

Ritratto di Sergio D'Elia

Segretario

Sergio D'Elia

Cofondatore (1993) e segretario di Nessuno Tocchi Caino, leader nonviolento, ex parlamentare e autore di libri inchiesta sulle storture del sistema normativo antimafia.