Nessuno tocchi Caino

1930 — 2016 · IL FONDATORE

Marco Pannella.

Ha fondato Nessuno tocchi Caino nel 1993. Dopo la sua scomparsa, la sua battaglia, la nostra battaglia, continua. A partire dal carcere, il luogo nel quale ha più "vissuto" e dal quale - ammoniva - non bisognerebbe "mai distrarsi un attimo".

UNA VITA NONVIOLENTA

L'uomo dietro la battaglia.

Marco Pannella è stato tra i fondatori del Partito Radicale oltre mezzo secolo fa, con Angiolo Bandinelli, Gianfranco Spadaccia, Sergio Stanzani e altri. È stato anche tra i fondatori di Nessuno tocchi Caino, insieme a Sergio D’Elia, Elisabetta Zamparutti e a persone che non ci sono più come Mariateresa Di Lascia, Adelaide Aglietta, Emma Bonino.

Nel mondo, se si parla di nonviolenza, si pensa al Mahatma Gandhi, a Martin Luther King. Eppure, Marco Pannella è un’icona universale della nonviolenza al pari di loro. Ha concepito un’organizzazione politica – il Partito Radicale – che doveva essere universale, transnazionale e fondata sulla nonviolenza se voleva tentare di salvare il mondo dalla tragica illusione della sicurezza dei confini e delle sovranità nazionali. Ha fondato un’Associazione – Nessuno tocchi Caino – che doveva essere radicalmente nonviolenta e orientata ai valori umani universali se voleva essere d’esempio per tentare di salvare il Potere dal rischio mortale di diventare Caino nel nome e per conto di Abele.

Marco Pannella ha lottato per affermare in Italia, tra l’altro, il diritto al divorzio, all’aborto, all’obiezione di coscienza al servizio militare, e nel mondo la vita del diritto per il diritto alla vita contro lo sterminio per fame e per guerra e per la moratoria universale delle esecuzioni capitali. Lo ha fatto con la nonviolenza: scioperi della fame, scioperi della sete. E ha vinto perché ha con-vinto e perché i mezzi della sua lotta erano coerenti con i fini.

Quando, negli anni Settanta si diceva “La fantasia al potere”, lui rispondeva: «Non credo al potere, e ripudio perfino la fantasia se minaccia d’occuparlo». E aggiungeva che «ci sono troppe splendide cose che potremmo/potremo fare anche con il “nemico”, per pensare a eliminarlo».

Marco Pannella è morto il 19 maggio del 2016, ma non possiamo dire che sia “venuto a mancare”. Perché la sua visione e il suo vissuto, il modo in cui, nella durata, è riuscito a scoprire e dar corpo a idee, lotte e obiettivi, sono una fonte continua d’ispirazione e anche perché – come diceva – delle mancanze non bisogna mai dolersi, ma corrispondere semmai con delle presenze.

Nessuno tocchi Caino cerca di continuare a essere presente nei luoghi della terra che lui ha sempre frequentato, dove vivono gli ultimi che ha sempre difeso. A partire dal carcere, il luogo nel quale Pannella ha più “vissuto” e dal quale – ammoniva – non bisognerebbe “mai distrarsi un attimo”. Il luogo dove vive e soffre la comunità penitenziaria, l’umanità dolente che più ha amato, quella dei detenuti e dei – come li chiamava lui– “detenenti”.

IMMAGINI

Una vita in piazza.

LA NOSTRA STORIA

Otto date.

  1. 1930

    Nasce il 2 maggio a Teramo.

  2. 1963

    Co-fonda il Partito Radicale: nonviolenza, diritti civili, disobbedienza civile.

  3. 1993

    Co-fonda Nessuno tocchi Caino, la lega per l'abolizione della pena di morte nel mondo.

  4. 2006

    Lancia la campagna "Nessuno tocchi Saddam" con uno sciopero della fame e della sete.

  5. 2007

    L'Assemblea generale dell'ONU approva la prima risoluzione per la moratoria universale delle esecuzioni capitali.

  6. 2013

    Satyagraha per ottenere il messaggio alle Camere del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano sul sovraffolamento carcerario.

  7. 2015

    Al Congresso di Nessuno tocchi Caino, nel carcere di Opera, lancia la campagna "Spes contra spem" per il superamento dell'ergastolo ostativo.

  8. 2016

    Muore il 19 maggio a Roma.

LE SUE PAROLE

Le ha pensate. Le ha vissute.

«La pena di morte non è giustizia. È vendetta organizzata dallo Stato. È la prova che lo Stato si arrende all'odio.»

— 1993, fondazione di Nessuno tocchi Caino

«La nonviolenza è scegliere di essere vittime piuttosto che carnefici.»

— Intervista, 1985

«Le carceri italiane sono come le università del male. Ci si entra ladri di mele e ci si esce capi camorra.»

— Conferenza stampa, 2011

«La libertà non è uno stato, è una conquista. Quotidiana, faticosa, mai garantita.»

— Discorso al Parlamento europeo, 2003

CONTINUA LA SUA BATTAGLIA

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