YEMEN: GIUSTIZIATO PER OMICIDIO E STUPRO BAMBINA
un uomo è stato fucilato in carcere nello Yemen dopo essere stato riconosciuto
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un uomo è stato fucilato in carcere nello Yemen dopo essere stato riconosciuto colpevole dell’omicidio e stupro di una bambina di quattro anni.
Akram al-Samawi, cittadino yemenita, è stato giustiziato alla presenza della propria famiglia e dei familiari della vittima, la piccola Nassiba al-Aghwani, ha detto all’agenzia AFP il padre della bambina, Nader al-Aghwani.
Ai giornalisti e ai presenti non è stato consentito di assistere all’esecuzione, essendo stati tenuti all’estero del carcere di Taiz, a sud della capitale yemenita Sanaa.
Al-Samawi, 32enne disoccupato, era stato condannato a morte lo scorso novembre per lo stupro e omicidio della figlia dei propri vicini di casa, commessi nell’agosto 2009. Era stato inoltre condannato al pagamento di 300.000 riyals di multa, oltre al pagamento delle spese processuali.
Il padre della vittima ha protestato fuori della prigione, chiedendo una pubblica esecuzione, così come in casi precedenti nello Yemen.
Ha inoltre detto alla AFP di aver rifiutato 15 milioni di riyals offerti dalla famiglia dell’omicida come “prezzo del sangue”, nel tentativo di salvargli la vita.
Akram al-Samawi, cittadino yemenita, è stato giustiziato alla presenza della propria famiglia e dei familiari della vittima, la piccola Nassiba al-Aghwani, ha detto all’agenzia AFP il padre della bambina, Nader al-Aghwani.
Ai giornalisti e ai presenti non è stato consentito di assistere all’esecuzione, essendo stati tenuti all’estero del carcere di Taiz, a sud della capitale yemenita Sanaa.
Al-Samawi, 32enne disoccupato, era stato condannato a morte lo scorso novembre per lo stupro e omicidio della figlia dei propri vicini di casa, commessi nell’agosto 2009. Era stato inoltre condannato al pagamento di 300.000 riyals di multa, oltre al pagamento delle spese processuali.
Il padre della vittima ha protestato fuori della prigione, chiedendo una pubblica esecuzione, così come in casi precedenti nello Yemen.
Ha inoltre detto alla AFP di aver rifiutato 15 milioni di riyals offerti dalla famiglia dell’omicida come “prezzo del sangue”, nel tentativo di salvargli la vita.
— FONTI
- (Fonti: Sapa-AFP, 05/07/2010)
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