VIRGINIA (USA). CONDANNA A MORTE COMMUTATA PER ATKINS
il giudice Prentis Smiley della York-Poquoson Circuit Court ha convertito
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il giudice Prentis Smiley della York-Poquoson Circuit Court ha convertito in ergastolo senza condizionale la condanna a morte di Daryl Atkins, concludendo così un famoso caso giudiziario che dura da 10 anni.
Atkins è infatti il condannato a morte che ha ottenuto, con il caso “Atkins v. Virginia”, la famosa decisione del 20 giugno 2002 della Corte Suprema degli Stati Uniti che dichiara incostituzionale giustiziare ritardati mentali.
Atkins, nero, 30 anni, con un quoziente intellettivo che i suoi avvocati sostengono essere inferiore a 60, è accusato di aver ucciso, nel corso di una rapina il 16 agosto 1996, il 21enne Eric Nesbitt. Atkins, che all’epoca aveva 18 anni, durante il processo del 1998 fu accusato dal suo coimputato William Jones, più grande di lui di 8 anni, che in cambio della testimonianza fu condannato all’ergastolo.
La prima condanna a morte di Atkins venne annullata nel gennaio 1999 dalla Corte Suprema della Virginia per un errore di procedura nella sentenza della giuria popolare. Una nuova giuria raccomandò di nuovo la condanna a morte nel dicembre 1999.
Dopo la decisione della corte Suprema sui ritardati mentali, che lasciava comunque ai singoli stati la libertà di decidere i parametri del ritardo, nell’agosto 2005 una giuria popolare decise che Atkins non era ritardato mentale, e poteva essere giustiziato.
La decisione venne annullata nel giugno 2006 dalla Corte Suprema della Virginia, che aveva disposto la ripetizione della fase del processo in cui deve essere nuovamente valutata la condizione mentale dell’imputato.
La ripetizione era fissata per aprile 2008, ma nel frattempo uno dei difensori di William Jones aveva sollevato il caso di come era stato condotto l’interrogatorio in prigione del suo assistito nell’agosto 1997, l’interrogatorio in cui Jones aveva deciso di accusare Atkins.
Quel giorno la rappresentante della pubblica accusa, Cathy E. Krinick, ad un certo punto aveva spento il registratore, tenendolo spento per 16 minuti, e senza verbalizzare cosa lei e il testimone si fossero detti nel frattempo.
Smith ha confermato questa circostanza lo scorso dicembre in una udienza preliminare, raccontando che il registratore era stato spento quando i riscontri da lui forniti per l’omicidio non combaciavano con i riscontri forensi, ammettendo di essersi poi fatto guidare dalla rappresentante della pubblica accusa nella descrizione di alcuni dettagli.
Oggi, a seguito di questa deposizione, il giudice Smiley ha commutato la condanna a morte.
A questo punto l’udienza di aprile per decidere il ritardo mentale di Atkins è superflua.
Atkins è infatti il condannato a morte che ha ottenuto, con il caso “Atkins v. Virginia”, la famosa decisione del 20 giugno 2002 della Corte Suprema degli Stati Uniti che dichiara incostituzionale giustiziare ritardati mentali.
Atkins, nero, 30 anni, con un quoziente intellettivo che i suoi avvocati sostengono essere inferiore a 60, è accusato di aver ucciso, nel corso di una rapina il 16 agosto 1996, il 21enne Eric Nesbitt. Atkins, che all’epoca aveva 18 anni, durante il processo del 1998 fu accusato dal suo coimputato William Jones, più grande di lui di 8 anni, che in cambio della testimonianza fu condannato all’ergastolo.
La prima condanna a morte di Atkins venne annullata nel gennaio 1999 dalla Corte Suprema della Virginia per un errore di procedura nella sentenza della giuria popolare. Una nuova giuria raccomandò di nuovo la condanna a morte nel dicembre 1999.
Dopo la decisione della corte Suprema sui ritardati mentali, che lasciava comunque ai singoli stati la libertà di decidere i parametri del ritardo, nell’agosto 2005 una giuria popolare decise che Atkins non era ritardato mentale, e poteva essere giustiziato.
La decisione venne annullata nel giugno 2006 dalla Corte Suprema della Virginia, che aveva disposto la ripetizione della fase del processo in cui deve essere nuovamente valutata la condizione mentale dell’imputato.
La ripetizione era fissata per aprile 2008, ma nel frattempo uno dei difensori di William Jones aveva sollevato il caso di come era stato condotto l’interrogatorio in prigione del suo assistito nell’agosto 1997, l’interrogatorio in cui Jones aveva deciso di accusare Atkins.
Quel giorno la rappresentante della pubblica accusa, Cathy E. Krinick, ad un certo punto aveva spento il registratore, tenendolo spento per 16 minuti, e senza verbalizzare cosa lei e il testimone si fossero detti nel frattempo.
Smith ha confermato questa circostanza lo scorso dicembre in una udienza preliminare, raccontando che il registratore era stato spento quando i riscontri da lui forniti per l’omicidio non combaciavano con i riscontri forensi, ammettendo di essersi poi fatto guidare dalla rappresentante della pubblica accusa nella descrizione di alcuni dettagli.
Oggi, a seguito di questa deposizione, il giudice Smiley ha commutato la condanna a morte.
A questo punto l’udienza di aprile per decidere il ritardo mentale di Atkins è superflua.
— FONTI
- (Fonti: Daily Press, 17/01/2008)
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