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USA - Virginia. Il giudice federale Raymond A. Jackson ha riconosciuto la probabile innocenza del condannato a morte Justin Wolfe, 30 anni, bianco

USA - Virginia. Il giudice federale Raymond A. Jackson ha riconosciuto la probabile innocenza del condannato a morte Justin Wolfe, 30 anni, bianco

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Il giudice federale Raymond A. Jackson ha annullato il verdetto di colpevolezza e la relativa condanna a morte di Justin Wolfe, 30 anni, bianco, citando una serie di gravissime irregolarità della pubblica accusa che fanno pensare che Wolfe possa essere stato “incastrato”. Wolfe era stato condannato a morte (vedi 26 giugno 2002) nella William County con l’accusa di aver fatto uccidere, il 15 marzo 2001, Daniel Petrole Jr., 21 anni, uno spacciatore di marijuana con cui avrebbe avuto un debito. Contro di lui testimoniò Owen Barber, che confessò di aver sparato lui a Petrole, e in cambio di questa testimonianza ottenne una condanna a 38 anni. In seguito Barber ha ritrattato la sua deposizione. Oggi il giudice Jackson ha stabilito che i due rappresentanti della pubblica accusa, Paul Ebert e Richard Conway hanno ignorato e/o nascosto elementi cruciali che avrebbero aiutato Wolfe nella sua difesa. Il giudice ha scritto: “Le azioni di Ebert e Conway erano volte a privare Wolfe di ogni possibile difesa, in un caso in cui la vita dell’imputato dipendeva dal verdetto della giuria. La Corte trova che queste azioni non siano solo incostituzionali in quanto non hanno garantito un equo processo all’imputato, ma anche odiose”. Il giudice Jackson ha poi aggiunto una ulteriore motivazione di invalidità del processo, ritenendo che uno dei potenziali giurati popolari fosse stato escluso scorrettamente dalla giuria. Il caso è arrivato al giudice Jackson dalla Corte d’Appello del 4° Circuito, che aveva riscontrato nel caso di Wolfe gli estremi (indicati dalla sentenza Schlup v. Delo, della Corte Suprema degli Stati Uniti del 1995) per essere dichiarato innocente. La pubblica accusa può fare ricorso contro la sentenza del giudice Jackson, ripetere il processo contro Wolfe, o lasciar cadere tutte le accuse.
FONTI
  • (fonti: Washington Post, 12/07/2011)