Nessuno tocchi Caino
Virginia

USA - Virginia. Il giudice federale Raymond A. Jackson ha ordinato che lo Stato scarceri Justin Wolfe entro 10 giorni

USA - Virginia. Il giudice federale Raymond A. Jackson ha ordinato che lo Stato scarceri Justin Wolfe entro 10 giorni

2 MIN DI LETTURA
Il giudice federale Raymond A. Jackson ha ordinato che lo Stato scarceri Justin Wolfe entro 10 giorni. Lo stesso giudice Jackson il 12 luglio 2011 (vedi) aveva annullato il verdetto di colpevolezza e la relativa condanna a morte di Wolfe, 31 anni, bianco, citando una serie di gravissime irregolarità della pubblica accusa che fanno pensare che Wolfe possa essere stato “incastrato”. Wolfe era stato condannato a morte (vedi 26 giugno 2002) nella William County con l’accusa di aver fatto uccidere, il 15 marzo 2001, Daniel Petrole Jr., 21 anni, uno spacciatore di marijuana con cui avrebbe avuto un debito. Contro di lui testimoniò Owen Barber, che confessò di aver sparato lui a Petrole, e in cambio di questa testimonianza ottenne una condanna a 38 anni. Nel 2010 Barber, in una udienza pubblica, ha ritrattato la sua deposizione, aggiungendo che Wolfe non ha avuto nulla a che fare con l’omicidio, e che la sua deposizione accusatoria era frutto di un accordo raggiunto prima con la polizia e poi con la pubblica accusa del tempo con il quale evitò la condanna a morte. Il 16 agosto 2012 (vedi) la Corte d’Appello del 4° Circuito aveva confermato l’annullamento del verdetto di colpevolezza respingendo il ricorso della pubblica accusa. Oggi il giudice Jackson ha ricordato che sono scaduti i 120 giorni di tempo che aveva dato allo Stato della Virginia per ripetere il processo, nuovo processo che comunque, viste le gravi irregolarità legate all’utilizzo del testimone Barber, avrebbe dovuto essere celebrato senza poter utilizzare quella testimonianza. Il giudice Jackson ha criticato i rappresentanti della pubblica accusa che recentemente hanno fatto visita in carcere a Barber per ottenere da lui che rinnovasse le accuse contro Wolfe: Barber in quell’occasione si è appellato al Quinto Emendamento rivendicando il suo diritto a rimanere in silenzio.
FONTI
  • (Fonti: Associated Press, Washington Post, 26/12/2012).