USA - Virginia. Alfredo Prieto, 49 anni, ispanico, è stato giustiziato. Anche nei suoi confronti era intervenuto il Papa
USA - Virginia. Alfredo Prieto, 49 anni, ispanico, è stato giustiziato. Anche nei suoi confronti era intervenuto il Papa
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Alfredo Prieto, 49 anni, ispanico, è stato giustiziato. Anche nei suoi confronti il Papa aveva incaricato il Nunzio Apostolico Vigano di scrivere al governatore per chiedere un gesto di clemenza. L’esecuzione è avvenuta come previsto alle 9 di giovedì sera nonostante una serie di ricorsi e una sospensione prima emessa e poi ritirata. Prieto, considerato un serial killer che tra il 1988 e il 1990 avrebbe ucciso 9 persone. In Virginia era accusato di aver ucciso, il 4 dicembre 1988, Rachael A. Raver e Warren H. Fulton, due fidanzati di 22 anni. La ragazza venne anche violentata. In California Prieto è stato condannato a morte nel 1992 per lo stupro e l’omicidio, commessi nel 1990, di Yvette Woodruff, 15 anni. Dopo che il suo Dna è stato inserito in un database, Prieto è stato collegato ad altri 6 omicidi tra la California e la Virginia, ma la pubblica accusa ha ritenuto di non svolgere i processi perché l’imputato era già condannato a morte. Nei giorni scorsi (vedi 25 settembre) si era appreso dagli atti allegato ad un ricorso di un condannato a morte dell’Oklahoma che la Virginia aveva acquistato dosi di Pentobarbital dall'Amministrazione Penitenziaria del Texas, dosi prodotte artigianalmente. I difensori di Prieto nei ricorsi dell’ultima ora hanno contestato sia la qualità del farmaco letale, sia ribadito l’ipotesi che l’uomo avesse problemi mentali tali da rientrare nell'ambito del ritardo mentale, circostanza che vieta l’esecuzione. Il ritardo mentale è stato respinto dalla Corte Suprema, mentre inizialmente il giudice federale Anthony J. Trenga aveva accettato di esaminare la questione della qualità del farmaco letale, e aveva emesso quello che si chiama “restraining order”, ossia l’ingiunzione all'amministrazione penitenziaria di non procedere con l’esecuzione fino a quando non fosse giunto l’eventuale nulla osta. Su richiesta della pubblica accusa il giudice Trenga, che esercita nella città di Alexandria, ha accettato che il caso venisse affidato ad un altro giudice federale con sede a Richmond, il giudice Henry E. Hudson, in modo che fosse più agevole per gli avvocati sia della difesa che della pubblica accusa seguire il caso. Il giudice Hudson non ha tenuto un’udienza, ma basandosi sull'incartamento ha revocato l’ordine di sospensione, ed ha dato il via libera all'esecuzione. Il Nunzio Apostolico negli Usa, l’arcivescovo Carlo Maria Vigano, il 30 settembre aveva inviato al Goveernatore Terry McAuliffe una richiesta di clemenza da parte di Papa Francesco. La circostanza è stata confermata da un portavoce del governatore, Brian Coy, il quale però non ha consegnato alla stampa copia della lettera. McAuliffe, Democratico, è un cattolico che era presente alla Casa Bianca alla cerimonia di benvenuto in onore di Papa Francesco la scorsa settimana. Durante la campagna elettorale del 2009 McAuliffe si dichiarò favorevole alla pena di morte. In seguito disse di essere personalmente contrario, ma di sentirsi vincolato al rispetto della legge in vigore. Quest’anno McAuliffe ha supportato un tentativo, fallito, di approvare una legge per aumentare la segretezza attorno alle esecuzioni. Nei giorni scorsi si è appreso che il Nunzio è intervenuto per conto di papa Francesco anche nei casi di Kelly Gissendaner e Richard Glossip. La Gissendaner è stata giustiziata l’altro ieri in Georgia, Glossip ha ricevuto ieri un rinvio di 37 giorni a causa di un errore nella cateni di approvvigionamento dei farmaci letali. Prieto diventa il 1° detenuto giustiziato quest’anno in Virginia, il 111° da quando la Virginia ha ripreso le esecuzioni nel 1982, il 22° dell’anno negli Usa, e il n° 1416 da quando gli Usa hanno ripreso le esecuzioni nel 1977.
— FONTI
- (Fonti: Associated Press, Nessuno tocchi Caino, 01/10/2015)
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