USA - Tennessee. Lo Stato fa ricorso contro l’ordine di un giudice di comunicare agli avvocati l’identità del team di esecuzione
USA - Tennessee. Lo Stato fa ricorso contro l’ordine di un giudice di comunicare agli avvocati l’identità del team di esecuzione
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L’Ufficio del Procuratore Generale fa ricorso contro l’ordine di un giudice di comunicare agli avvocati l’identità del team di esecuzione dello stato. La giudice Claudia Bonnyman della Davidson County Chancery Court a gennaio ha ordinato all’amministrazione penitenziaria di fornire agli avvocati di un gruppo di condannati a morte i dati necessari a valutare le biografie professionali del personale che gestirà le prossime esecuzioni, compresa la loro identità. L’ordine prevede che gli avvocati non debbano comunicare i dati da loro appresi né al pubblico, ne ai condannati. Contro questa decisione oggi Kyle Hixson, dell’Ufficio del Procuratore Generale, ha testimoniato davanti a 3 giudici della Corte d’Appello del Tennessee: “La decisione della giudice Bonnyman è un abuso di discrezionalità”. I giudici sono sembrati scettici di fronte alle argomentazioni di Hixson, pressandolo sul fatto se, secondo lui, la legge del 2013 che garantisce l’anonimato ai membri del team di esecuzione possa aver senso anche rispetto ad una procedura giudiziaria schermata dalla pubblica diffusione. Le ragioni di un gruppo di 10 condannati a morte sono state rappresentate dall’avvocato Stephen Kissinger, dell’Ufficio federale del Difensore d’Ufficio, il quale ha rilevato che se davvero si ritenesse che nemmeno in un caso discusso in maniera schermata in un tribunale l’identità degli addetti alle esecuzioni possa essere rivelata, allora la questione avrebbe ulteriori importanti sviluppi di costituzionalità. Sono almeno 10 i condannati a morte in Tennessee che hanno una data di esecuzione già fissata. Il prossimo dovrebbe essere, il 7 ottobre, Billy Ray Irick. Alcuni osservatori stimano che la corte d’appello avrà bisogno di diverse settimane, o forse di mesi, per giungere a sentenza, portando al rinvio delle esecuzioni più prossime. La giudice Bonnyman è la stessa che il 19 novembre 2010, accogliendo il ricorso di Stephen Michael West, aveva dichiarato non costituzionale il protocollo, decisione che 10 giorni dopo (vedi 29 novembre) aveva indotto la Corte Suprema di Stato a sospendere le 4 esecuzioni previste. Il 16 febbraio 2011 (vedi) la Bonnyman aveva invece preso atto delle modifiche apportate al protocollo, e le aveva considerate adeguate, dichiarando costituzionale il protocollo dell’iniezione letale del Tennessee.
— FONTI
- (Fonti: The Tennessean, 11/08/2014)
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