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Alabama

USA - Philip Alston, Relatore Speciale delle Nazioni Unite sulle Esecuzioni Extragiudiziarie, Sommarie o Arbitrarie, ha rilasciato una dichiarazione preliminare al termine di una visita ufficiale negli Stati Uniti.

USA - Philip Alston, Relatore Speciale delle Nazioni Unite sulle Esecuzioni Extragiudiziarie, Sommarie o Arbitrarie, ha rilasciato una dichiarazione preliminare al termine di una visita ufficiale negli Stati Uniti.

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Philip Alston, Relatore Speciale delle Nazioni Unite sulle Esecuzioni Extragiudiziarie, Sommarie o Arbitrarie, ha rilasciato una dichiarazione preliminare al termine di una visita ufficiale negli Stati Uniti. Alston, un canadese che nella vita privata è professore di legge alla New York University, durante la quale ha riferito dei suoi incontri a Washington, New York, Alabama e Texas con funzionari federali e statali, giudici e membri della società civile. Alston si è detto soprattutto preoccupato da come le autorità dei due stati meridionali rifiutino di prendere atto dei difetti del loro sistema giudiziario. L’Alabama ha il tasso più alto di esecuzioni negli Usa in rapporto alla popolazione, mentre il Texas è lo stato che in assoluto compie più esecuzioni ed ha il maggior numero di detenuti nei bracci della morte. Per questi motivi Alston ha inserito l’indagine sui due stati meridionali nella sua missione di quest’anno. In entrambe gli stati, funzionari avrebbero ammesso che esiste la possibilità che persone innocenti siano state giustiziate, anche in anni recenti. Ma mentre in Texas almeno qualcuno ha mostrato la consapevolezza che delle modifiche sarebbero opportune, le autorità dell’Alabama sembrano assolutamente indifferenti. Secondo Alston, uno dei problemi principali è che in Alabama i giudici hanno il potere di cambiare la decisione della giuria popolare, ed essendo la loro carica elettiva, lui ritiene che alcuni giudici utilizzino questa prerogativa a scopi elettorali. La soluzione sarebbe abrogare la legge che permette ai giudici di emettere una condanna a morte anche quando la giuria popolare abbia raccomandato una condanna all’ergastolo.
Alston ha poi parlato di Guantanamo, invitando il governo statunitense a rendere note le autopsie dei 5 detenuti morti tra l 2006 e il 2007, e a ricondurre tutti i prigionieri sotto le leggi ordinarie, concedendo loro tutte le “garanzia giudiziarie essenziali”, e mettendo fine al regime speciale sia di detenzione che giudiziario dei sospetti terroristi.
Alston ha anche parlato dell’Afghanistan, in questo caso complimentandosi con gli Stati Uniti e gli altri paesi che agiscono nel paese asiatico, dove lui non ha riscontrato gravi e diffuse violazioni dei diritti umani e delle leggi umanitarie.
Richard Grenell, portavoce della missione Usa alla Nazioni Unite, ha respinto le critiche di Alston. “Sappiamo che il nostro sistema è imperfetto, ma riconosciamo a tutti la presunzione di innocenza, e tutti ottengono un equo processo. I duri giudizi del signor Alston dopo una breve visita in solo due stati mostrano la sua personale antipatia per il nostro sistema, ma non evidenziano problemi fondamentali”.
Alston farà una relazione completa al Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite più avanti nell’anno. La nota stampa e la dichiarazione preliminare sono su: http://www.extrajudicialexecutions.org/2008/06/30/un-special-rapporteur-concludes-official-visit-to-the-united-states/. Altri dati sono su www.un.org
FONTI
  • (fonti: Onu, The Birmingham News, Reuters, 30/06/2008)